luglio 30, 2021

SAPONARIA: UTILIZZO, PROPRIETÀ E TRADIZIONE

La Saponaria officinalis L., famiglia delle Caryophyllaceae, deve il suo nome al fatto che la radice fa spumeggiare l’acqua come il sapone e ha proprietà detersive.

 

È una pianta erbacea perenne con rizoma strisciante e fusti eretti alti fino a 60 cm. Diffusa nell’Europa e nell’Asia, cresce nei luoghi erbosi umidi e lungo i ruscelli. Si riconosce facilmente per le foglie verdi-azzurre e per i numerosi fiori grandi, di colore bianco rosato, riuniti in pannocchie terminali. Le foglie basali sono picciolate e caulinari sessili, opposte, lanceolate e di colore verde giallastro. Il frutto è una capsula oblunga.

 

Si usa la pianta intera per le proprietà toniche, depurative e digestive, oppure rizoma e radici per trattare le vie respiratorie e quelle gastrointestinali, epatiche ed urinarie o anche gli stati febbrili.

 

A forti dosi la pianta è tossica.

 

Costituenti principali

saponine triterpeniche (2-5%): bidesmosidi dell’acido quillaico (saponariosidi A-B), acidi gipsogenico e 16-α-idrossigipsogenico (saponariosidi C-I, L-M) e loro derivati (saponariosidi J-K). Acido glicolico e glicerico, zuccheri riducenti, mucillagini: galattomannani. Olio essenziale; flavonoidi (foglie): vitexina e saponaretina.

 

Attività principali

Espettorante, fluidificante della secrezione bronchiale, diuretica, depurativa e diaforetica. Consigliata nella affezioni delle vie respiratorie di natura catarrosa.

 

Indicazioni

Uso interno: reumatismo gottoso, affezioni delle vie urinarie e epatiche, bronchiti, stati influenzali.

Uso esterno: eczemi, dermatosi pruriginose, acne, dermatosi squamose, mantenimento del cuoio capelluto; angine poltacee e varie; e ingorghi linfatici.

 

I saponosidi (o saponine)

Sono sostanze organiche vegetali, di natura glicosidica, in grado di abbassare la tensione superficiale, generando soluzioni colloidali che schiumeggiano e quindi possono formare emulsioni O/A. Introdotte in alte dosi nel sangue emolizzano i globuli rossi, ma la loro assunzione per via orale non costituisce alcun pericolo perché vengono assorbite dalla mucosa gastrointestinale solo in piccolissime quantità. L’importanza delle saponine in terapia deriva anche dal fatto che esse sono capaci di accelerare l’assorbimento di altre sostanze farmacologicamente attive al fine di migliorarne la biodisponibilità. Per esempio la loro presenza migliora l’utilizzazione, da parte dell’organismo del calcio, del silicio e delle emodine. Come tutti i glucosidi le saponine sono idrolizzate e perdono le loro proprietà biologiche se le loro soluzioni si fanno bollire troppo a lungo. Le saponine esercitano innanzi tutto effetto espettorante per le loro azioni eccitosecretrici e di fluidificazione delle secrezioni bronchiali. Solo secondariamente manifestano azione diuretica, depurativa e diaforetica.

 

Uso esterno:

 1. Gargarismi (angine poltacee, erpetiche, angina di Vincent come trattamento aggiuntivo):

Radice di saponaria 20 g

Cima di papavero 1

Acqua q.b. a 1L

Bollire 10 min., aggiungere 100 g di miele rosato.

 

 2. Decotto: 125 g di radice di Saponaria in 1L di latticello. In lozioni contro l’acne e dermatosi squamose.

 

 3. Decotto: 60-80 g/L. Per cataplasmi sugli ingorghi linfatici. Per lavare i capelli (mantenimento).

 

 4. Le sommità fiorite si applicano sulle dermatosi squamose, sugli eczemi, sull’herpes.

 

 5. Decotto di pianta intera: dà un’acqua saponosa buona per il bucato, in particolare per la pulizia di stoffe delicate nonché della pelle e dei capelli. Il suo potere detergente è notevole e non aggressivo. Inoltre, la saponaria presenta il vantaggio, sempre più ricercato di non inquinare l’acqua.

(Fitoterapia, J. Valnet, Giunti 2012)

 

 

Tisana espettorante:

  • Saponaria officinalis radix       20 g
  • Veronica officinalis herba        20 g
  • Tussilago farfara folia             15 g (*)
  • Viola tricolor radix                   10 g
  • Sambucus nigra flores            15 g
  • Pimpinella anisum fructus       20 g

Infuso 5%. Una tazza 2-3 volte al giorno lontano dai pasti. Addolcire con miele.

(*) Non superare le 6 settimane all’anno. Controindicata nei bambini e nelle donne in gravidanza.

(Dott. Ernst Meyer-Camberg)

 

GIULIA CALDARELLI

 

 

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