Olivo

Nome Botanico: Olea europaea L.

Olivo, una pianta dallle foglie numerose proprietà terapeutiche: febbrifuga, diuretica, ipoglicemizzante ed ipotensiva
Indice

Albero sempreverde che può raggiungere un’altezza di 10-15 m, molto longevo grazie alle sue elevate capacità rigenerative sia su danni dell’apparato ipogeo che epigeo. Il suo tronco, inizialmente cilindrico, diviene con l’età largamente espanso alla base, irregolare, sinuoso e nodoso. La sua chioma densa e molto espansa è composta da numerosi rami e rametti ricchi di foglie. Queste ultime sono persistenti, semplici, opposte, coriacee e lanceolate, dotate di un breve picciolo, acuminate alla base, con margine intero e revoluto. Le foglie hanno pagina superiore opaca e glabra, di colore verde glauco; mentre la pagina inferiore è più chiara, verde-argentea per la presenza di peli stellati. I fiori sono ermafroditi e raccolti in brevi e rade pannocchie ascellari; hanno calice persistente a 4 denti e corolla imbutiforme costituita da 4 petali biancastri saldati alla base, la cui fioritura avviene tra aprile e giugno. L’impollinazione è anemofila ovvero ottenuta grazie al trasporto di polline del vento. I frutti sono drupe ovoidali (olive), il cui colore varia dal verde al giallo, al viola al nero; dotate di mesocarpo oleoso e nocciolo legnoso.

Il suo apparato radicale è prevalentemente fittonante nei primi 3 anni di età, per divenire poi quasi completamente avventizio, garantendo alla pianta vigorosità anche su terreni rocciosi.

Storia e Curiosità

La coltivazione dell’olivo ha origine nel Medio Oriente e si è poi sviluppata in tutto il bacino del Mediterraneo. Frantoi che risalgono al 5000 a.C. circa, sono stati rinvenuti sia in Palestina che in Siria. Gli antichi dicevano: il Mediterraneo comincia e finisce con l’olivo.

Dal frutto verde immaturo, gli antichi romani estraevano un olio viscoso, brunastro, chiamato omphacium, che gli atleti utilizzavano per ungersi in corpo. Dopo la lotta l’olio, mischiato alla polvere, al sudore e al sangue veniva raschiato via dal corpo e conservato per essere usato come rimedio preziosissimo contro un’infinità di malattie.

Secondo National Geographic l’albero più antico d’Italia è proprio un Olea europaea che ha oltre 4000 anni e si trova in Sardegna, è stato dichiarato monumento naturale e ha dimensioni gigantesche: la circonferenza del tronco è di undici metri e mezzo, mentre il diametro della chioma ne misura 21 ed è alto 14 m.

Torchiatura

Olio D'Oliva

Le drupe, ovvero le olive, vengono sottoposte a spremitura meccanica a freddo per ricavare l’olio extravergine di oliva, ampiamente utilizzato in campo alimentare, ma anche cosmetico e terapeutico.

L’aroma dell’olio può variare molto a seconda delle varietà di olive da cui è prodotto, luogo di produzione, grado di maturazione, modalità di raccolta del frutto, etc.

Altre tipologie di olio d’oliva (vergine, lampante, raffinato, di sansa, etc.), con caratteristiche organolettiche e composizione chimica differente, vengono ottenuti tramite processi meccanici, rettificazione di oli vergini o per estrazione con solventi.

L’olio d’oliva andrebbe sempre conservato in recipienti ermetici di vetro scuro, o in appositi contenitori in acciaio inox, per evitare esposizione all’aria e sbalzi di temperatura e garantirne una buona conservazione; in quanto essendo ricco in acidi grassi insaturi, può andare incontro a fenomeni ossidativi con conseguente irrancidimento.

Torchiatura e spremitura
Essicazione

Taglio Tisana e Polvere

Dopo la raccolta le foglie possono essere sottoposte ad essiccazione, per poter essere macinate ed ottenere il taglio tisana da utilizzare nella preparazione di infusi e tisana oppure per la preparazione di estratti. Polverizzando le foglie si più può ottenere una polvere utile per la preparazione di integratori alimentari in forma di capsule o compresse.

Essiccazione
macerazione

Tintura Madre e Gemmoderivato

La Tintura Madre (T.M.) si prepara dal ramo fogliato fresco raccolto in primavera, con una soluzione di acqua e alcool con titolo di 65°.

Il Gemmoderivato viene ottenuto dalla macerazione dei giovani getti di olivo in una soluzione di alcool e glicerina, per tre settimane. Al termine della macerazione si procede con la filtrazione dell’estratto e successiva torchiatura per recuperare il solvente trattenuto dalla matrice vegetale. L’estratto ottenuto viene poi diluito alla prima decimale hahnemanniana con una miscela ternaria di glicerina, alcool e acqua.

Macerazione

Clima e Terreno

Il terreno adatto per una coltura longeva deve essere abbastanza profondo e argilloso (non superiore al 40%). L’olivo ama il calcio quindi è bene che il terreno non sia troppo acido, con un pH inferiore a 5. Anche il clima è importante, le coltivazioni di questa pianta per la produzione di olio si concentrano infatti nelle zone temperate e calde del pianta, non oltre le zone collinari; l’olivo infatti predilige un clima mite e tendente al secco, senza grandi sbalzi di temperatura e che non scenda mai troppo sotto lo zero. Le gelate infatti mettono a serio repentaglio la produzione di oliva.

Impianto e Propagazione

La propagazione di questa pianta può avvenire con germogli o alberelli. La semina viene effettuata infatti in semenzaio per ottenere il materiale da impiantare successivamente nel terreno. Prima della messa a dimora delle piante è bene preparare accuratamente il terreno con dissodamento profondo e concimazione a base di letame, fosforo e potassio.

L’impianto viene attuato già in autunno, nelle zone ad inverno mite, per garantire all’apparato radicale di iniziare precocemente la propria crescita, favorendo sia l’attecchimento che lo sviluppo della giovane pianta; mentre nelle aree caratterizzate da temperature invernali basse, è preferibile effettuare l’impianto a fine inverno-inizio primavera, prima della ripresa vegetativa.

I sesti d’impianto possono variare molto in base a numerosi fattori (varietà, forma di allevamento, scelta e tipologia delle macchine da utilizzare, zona di coltivazione, ecc.); piante troppo ravvicinate tra loro tenderanno a crescere verso l’alto, spogliandosi nelle zone più basse e limitando quindi la produzione. In linea generale i sesti d’impianto vanno da un minimo di 5 m sulla fila e 4 m tra le file, ad un massimo di 8×8. In centro Italia si prediligono sesti di 5×6 o 6×6, mentre al sud è più largamente utilizzato il sesto 6×7 o 7×7. Immediatamente dopo la piantagione è bene annaffiare le piante con abbondante acqua per favorire l’attecchimento.

Durata della Coltura

Gli alberi d’olivo sopravvivono e producono frutti anche per secoli.

Cure Colturali

Durante il primo anno è bene monitorare l’impianto con molta cura per favorire la crescita ottimale, attenzione dunque ad evitare gli stress idrici e alla competizione delle erbe infestanti, ricorrendo ad irrigazioni di soccorso e periodiche sarchiature o pacciamature con materiali biodegradabili. L’irrigazione è importante soprattutto nei primi anni dell’impianto e nel periodo estivo.

Come tutte le piante perenni anche per l’olivo è importante concimare correttamente il terreno almeno una volta l’anno con ammendanti organici.

La potatura è importante per lo sfoltimento della pianta al fine di garantire, oltre ad una migliore penetrazione di aria e luce ed evitare quindi ristagni di umidità con possibile sviluppo di malattie, anche una più equilibrata produzione di frutti; favorendo la crescita dei nuovi rami produttivi. È importante inoltre procedere all’eliminazione di eventuali succhioni, che emergono dal fusto o dai rami legnosi.

Raccolta

La raccolta delle olive avviene in autunno a completa maturazione delle drupe, quando passano dal colore verde al violaceo. Può essere effettuata in modo meccanico o manuale.

La raccolta e la lavorazione delle foglie si effettua in genere in concomitanza con la potatura, svolta a fine inverno-inizio primavera, dopo il termine delle gelate invernali e prima della ripresa vegetativa.

Parti utilizzate

Frutti, foglie e giovani getti

Proprietà ed Impiego

Le olive contengono oltre all’acqua: olio, glucidi e protidi, numerosi minerali, soprattutto calcio, acidi organici, enzimi e le vitamine A, B1, B2, PP. I frutti sono utilizzati principalmente per l’estrazione della componente oleosa; composta in particolare dall’acido oleico, ma anche ac. linoleico, linolenico, stearico e palmitico; ottima dal punto di vista alimentare e nutrizionale.

La tradizione fitoterapeutica attribuisce invece alle foglie numerose proprietà terapeutiche: febbrifuga, diuretica, ipoglicemizzante ed ipotensiva, queste ultime legate in particolar modo al principio attivo oleuropeoside. I preparati a base di foglie di olivo possono dunque essere impiegati in forme di ipertensione arteriosa di modesta intensità, per facilitare la diuresi e ridurre la viscosità ematica.

Gli acidi grassi polinsaturi contenuti anche a livello delle foglie sembrano essere responsabili dell’effetto di riduzione del colesterolo LDL, aumentando invece l’HDL.

All’oleuroperoside sono attribuite anche le proprietà ipoglicemizzanti delle foglie, che potrebbero dunque essere impiegate come coadiuvanti, nel trattamento delle forme diabetiche lievi.

Come altre piante contenenti principi amari anche le foglie di olivo sono considerate febbrifughe, ed erano usate in passato per il trattamento della malaria.

Il loro utilizzo topico è invece dovuto principalmente alle caratteristiche astringenti, i decotti quindi sono impiegati per lavare piaghe o ferite, e come collutorio, nelle infiammazioni della mucosa orale.

Per evitare irritazione gastrica in soggetti predisposti e sensibili ai principi amari e bene assumere i preparati a base di foglie durante o dopo i pasti principali. Va prestata inoltre attenzione all’uso contemporaneo di farmaci antidiabetici ed estratti di foglie o giovani getti, data l’azione ipoglicemizzante.

I giovani getti vengono utilizzati sotto forma di gemmoderivato come antipertensivi e ipocolesterolemizzanti, per i benefici effetti sui vasi arteriosi e per l’azione su metabolismo lipidico e glucidico.

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