MIRTO

NOME BOTANICO:

Myrtus communis L.

Mirto

DATI PIANTA

Nome Comune:Mirto
Nome Botanico:Myrtus communis L.
Famiglia: Myrtaceae
Origine: Africa settentrionale, ad oggi spontaneo in tutta la macchia mediterranea.
Altri nomi:EN: Myrtle
ES: Murta
FR: Myrte commun
DE: Myrte
ALTRI NOMI: Mortella
Pepe della Corsica
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SCHEDA
TECNICA
COLTIVAZIONE
UTILIZZO
PRATICO
Mirto
DESCRIZIONE DELLA PIANTA

Arbusto sempreverde, cespuglioso con numerose ramificazioni.

I rami portano piccole foglie dal margine intero, ovali e opposte, lucide, ricche di sostanze tanniche e che emanano un forte odore canforato. I fiori di colore bianco o con sfumature rosacee hanno una corolla a 5 petali e numerosi stami, possono essere solitari, o raggruppati tra loro. Il frutto è una bacca rotonda di colore nero-bluastra, ricoperta da una sottile pruina e che presenta all’interno numerosi semi piccoli, reniformi.
La pianta germoglia in primavera ed ha un ottimo accrescimento fino all’inizio dell’estate.

Successivamente, per la carenza di piogge, va incontro a un periodo di stasi, per poi riprendere a vegetare in autunno. Fiorisce da giugno fino ai primi giorni di agosto. In alcuni casi si assiste a una seconda fioritura autunnale. La maturazione delle bacche è tardiva, verso novembre-dicembre.

 

Storia e curiosità:

Il Mirto è noto fin dall’antichità per il suo ruolo simbolico nella mitologia classica.
Il legno per il suo odore caratteristico, veniva impiegato nelle fumigazioni durante le cerimonie religiose; l’olio essenziale di Mirto invece veniva usato per le unzioni alla nascita e nei riti funebri.
Nell’antichità era simbolo di fertilità e gloria e veniva messo sul capo degli sposi, durante il banchetto nuziale e degli atleti durante i giochi e dei vincitori di guerre durante la celebrazione del trionfo.

 

ESTRATTI

OLIO ESSENZIALE

L'olio essenziale di Mirto si ottiene attraverso distillazione in corrente di vapore delle foglie e dei ramoscelli, meglio se fioriti.

Le rese più elevate in olio essenziale, si ottengono infatti ,nell’epoca di fioritura.

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LIQUORE DI MIRTO

Le bacche pulite vengono poste in silos di acciaio in infusione in alcol puro e acqua a freddo (Mirto rosso).

È possibile effettuare l’infusione idroalcolica delle foglie ottenendo il cosiddetto Mirto bianco.

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TINTURA MADRE

Si ottiene lasciando macerare in una soluzione idroalcolica a titolo di 65° i rametti givani di Mirto, meglio se fioriti.

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Clima e Terreno:

Si trova allo stato spontaneo in quasi tutte le zone della macchia mediterranea.

In Italia è ampiamente diffusa nel centro-sud e in Sardegna.

È una pianta rustica che si adatta bene ai diversi ambienti, anche se tuttavia predilige suoli profondi e freschi.

 

Impianto e Propagazione:

Allo stato attuale è prevalente la crescita spontanea del Mirto, ma a causa della crescente richiesta di bacche per l’industria liquoristica è necessaria la messa in coltura, per assicurare un prodotto omogeneo e di qualità.

Per garantire al massimo questi aspetti è preferibile la propagazione vegetativa per talea che oltre ad assicurare una buona resa permette la scelta del materiale migliore da moltiplicare.

 

Durata della coltura:

La coltura dura fino a un trentennio. La produzione inizia intorno al quarto - quinto anno e diventa massima dopo una decina-quindicina di anni.

 

Cure colturali:

Nel corso della coltura sono necessarie operazioni di sarchiatura e potatura e per aumentare le rese nei mesi estivi spesso sono necessarie degli interventi irrigui.

 

Raccolta:

Il Myrtus communis cresce oggi spontaneo in tutta la macchia mediterranea.
Le foglie di Mirto e i ramoscelli vengono raccolti in primavera, nell’epoca della fioritura che corrisponde al tempo balsamico della pianta. Inizia a marzo e si protrae fino a luglio.
Invece le bacche maturando verso la fine di novembre, la raccolta inizia in questo periodo e si protrae fino al mese di gennaio.
L’operazione di raccolta delle bacche è tutt’oggi manuale, effettuata con grossi pettini da passare lungo i rami. In questo modo le bacche vengono staccate e fatte cadere in contenitori poste alla base delle piante. Un altro metodo di raccolta prevede la battitura dei rami con un bastone.

SEMINA: Settembre Ottobre
TEMPO BALSAMICO: Gennaio Aprile Maggio Giugno Luglio Novembre Dicembre

Parti utilizzate:

Foglie e bacche

 

Proprietà ed impiego:

Le proprietà terapeutiche della pianta sono principalmente attribuite alla presenza dell’olio essenziale, per le sue proprietà antisettiche, balsamiche e bechiche e dei tannini che oltre alle proprietà antibatteriche e antivirali, sono importanti per l’azione astringente e vasocostrittrice.
Per queste proprietà il Mirto si ritrova in tisane e sciroppi usati per le affezioni bronchiali, per le quali viene spesso impiegato anche l’olio essenziale per l’azione antitussiva ed espettorante.
L’essenza, inoltre, presenta proprietà antisettiche a livello delle vie urinarie.
Le bacche trovano un ampio impiego in cucina, per l’aromatizzazione delle carni e del pesce.
Il liquore di Mirto, ha ottime proprietà stomachiche e digestive.

 

Per uso esterno, preparati a base di foglie e bacche, ricchi di sostanze tanniche, vengono utilizzati per l’effetto astringente e di vasocostrizione in caso di forme reumatiche, gengiviti, emorroidi, pelle e mucose irritate, determinando anche un moderato effetto analgesico locale.

DATI PIANTA

Nome Comune:Mirto
Nome Botanico:Myrtus communis L.
Famiglia: Myrtaceae
Origine: Africa settentrionale, ad oggi spontaneo in tutta la macchia mediterranea.
Altri nomi:EN: Myrtle
ES: Murta
FR: Myrte commun
DE: Myrte
ALTRI NOMI: Mortella
Pepe della Corsica
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