MANDARINO

NOME BOTANICO:

Citrus reticulata Blanco

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DATI PIANTA

Nome Comune:Mandarino
Nome Botanico:Citrus reticulata Blanco
Famiglia: Rutaceae
Origine: Cina
Altri nomi:EN mandarin
ES mandarina
FR mandarine
DE mandarine
CHIEDI ALL'ESPERTO
SCHEDA
TECNICA
COLTIVAZIONE
UTILIZZO
PRATICO
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DESCRIZIONE DELLA PIANTA

Il Mandarino è una pianta sempreverde che si presenta come un grosso arbusto o un albero, robusto e dalla chioma espansa.

Raggiunge fino ai 4-5 metri d’altezza, ma nelle colture intensive non supera mai i 3 metri per facilitare la raccolta dei frutti.

Le foglie, che si rinnovano durante tutto l’anno, sono di più piccole dimensioni rispetto a quelle agli altri componenti del genere Citrus. Caratterizzate dalla presenza di numerose vescichette ripiene di olio essenziale, hanno una forma da ovale-oblunga a ovale-lanceolata con pagina superiore lucida e colore, inizialmente verde pallido, che vira in verde scuro a maturazione.

I fiori sono piccoli, bianchi, singoli e profumati, sono ermafroditi con calice a 5 sepali e corolla a 5 petali dotati di numerosi stami riuniti in fascetti. La fioritura molto abbondante, è sempre a livello dei rametti di nuovo germogliamento, a partire dall’inizio della primavera fino all’estate, con piena fioritura nel mese di maggio.

Il frutto è un particolare tipo di bacca, detta esperidio, di forma sferoide un po’ appiattita, la buccia del frutto (il flavedo) è di colore arancione, sottile e profumata per le numerose vescichette contenenti olio essenziale. La parte sottostante la buccia (l’albedo) ricco di pectine e flavonoidi è molto sottile e consente una facile pelatura del frutto. La polpa è di colore arancio chiaro, costituita da spicchi facilmente divisibili, al cui interno sono immersi numerosi semi. Gli spicchi sono suddivisi da una sottile pellicola, l’endocarpo, e ripieni di numerosi peli allungati, ricchi di succo, che circondano i semi.

Come per molte altre piante di agrumi i rami possono presentare spine, soprattutto a livello dei succhioni (rami ad andamento verticale). 

 

STORIA E CURIOSITÀ:

Dal punto di vista botanico non è stato facile classificare specie e varietà appartenenti al genere Citrus, in quanto per la maggior parte si tratta di ibridi; incrociatisi, forse naturalmente, centinaia di anni fa. Ad oggi si ritiene che siano tre le specie originarie di agrumi, da cui sono discese nel tempo tutte le altre:

– il Citrus reticulata Blanco, noto con il nome di Mandarino

– il Citrus medica L., noto come Cedro

– il Citrus maxima (Burm.) Merr, il poco conosciuto Pomelo

 

Il Mandarino rappresenta quindi uno dei tre agrumi originali, da cui derivano tutti gli altri; ed è l’unico dei tre classificato tra gli agrumi dolci.

I suoi frutti erano un dono tradizionale per i funzionari imperiali cinesi, chiamati appunto “Mandarini” da cui prese origine il loro nome.

Ultimo tra gli agrumi giunti nel nostro continente dalla Cina, la pianta fu introdotta in Europa nel 1805, inizialmente solo come curiosità.

In America la prima pianta di Mandarino fu piantata fra il 1840 e il 1850 nel terreno del consolato italiano di  New Orleans, e da qui questa coltivazione si diffuse prima in Florida e poi in California.

L’introduzione e la diffusione in Sicilia e in tutta l’area mediterranea della pianta di Mandarino la si deve in particolar modo all’Orto Botanico di Palermo dove venne piantata per la prima volta agli inizi del 1800.

Mandarini  e Clementine rappresentano ad oggi, dopo le Arance, i principali frutti del genere Citrus prodotti e commercializzati a livello mondiale. 

Come avviene per le Arance anche per il Mandarino si ottengono diverse tipologie di oli essenziali a seconda dell’organo vegetale impiegato per l’estrazione. Dalla buccia del frutto, per spremitura a freddo, si estrae l’olio essenziale di Mandarino, mentre dalle foglie per distillazione in corrente di vapore, si ottiene l’olio essenziale di Petit grain di Mandarino.

Anticamente l’estrazione avveniva manualmente spremendo le bucce degli agrumi su spugne naturali, operazione ancora oggi in uso per alcune tipologie di agrumi in certe zone dell’Italia meridionale.

Altra curiosità: esistono due tipologie di essenza, estratte dalle bucce del frutto; differenti a seconda del grado di maturazione dell’esperidio. Dal Mandarino rosso giunto a maturazione si ottiene un olio essenziale dolce, caldo e fruttato; mentre dal frutto verde immaturo si ottiene un essenza fresca, pungente e frizzante. I componenti, le proprietà e le indicazioni rimangono gli stessi; ciò che cambia è proprio il profumo sprigionato dall’essenza.

 

ESTRATTI

OLIO ESSENZIALE

Sono due le tipologie di olio essenziale che è possibile estrarre a partire dalla pianta di Mandarino.

Il principale e più largamente utilizzato è quello ottenuto dalle vescicole presenti a livello della buccia, o meglio flavedo, estratto tramite punzonatura meccanica o per spremitura a freddo.

Data l'elevata qualità di olio essenziale nella buccia è possibile far rotolare i frutti su dei rulli acuminati che punzonano il flavedo facendo fuoriuscire l’essenza. Per facilitare il processo di estrazione il tutto viene lavato con dell’acqua e l'olio essenziale separato in seguito per centrifugazione.

Questa tipologia di estrazione fa sì che l’essenza contenga al suo interno sostanze anche poco volatili, quali pigmenti e cere (sostanze che possono precipitare in condizioni di sbagliata conservazione ell’essenza).

L’alta tipologia di olio essenziale viene prodotta a partire dalle foglie di Mandarino, ricche di ghiandole ripiene di essenza; tramite distillazione in corrente di vapore, ottenendo così il Petit grain di Mandarino.

Anche le bucce possono essere sottoposte ad una distillazione in corrente di vapore, ma in questo caso il profilo olfattivo dell’essenza ottenuta risulterà differente. Questo perché tale metodica porta all'estrazione solamente delle molecole volatili.

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TAGLIO TISANA

L’intera buccia del frutto di Mandarino, costituita sia da flavedo che albedo, può essere essiccata e sminuzzata tramite mulino, così come avviene per la buccia dell’Arancio, per ottenere le scorze di Mandarino in taglio tisana.

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SUCCO

Altro importante prodotto ottenuto dal frutto dal Mandarino, così come per molti altri agrumi, e il succo estratto della polpa. Principalmente impiegato nel settore alimentare, il succo viene ottenuto tramite spremitura meccanica. I processi di produzione dell’olio essenziale e del succo sono generalmente svolti in sequenza; i frutti integri dopo lavatura vengono fatti passare su rulli acuminati per la punzonatura e l’estrazione dell’essenza, dopodiché il macchinario provvede a tagliarli in due sezioni per spremerne la polpa interna. Il succo viene generalmente sottoposto ad un processo di pastorizzazione, per poter essere confezionato e destinato alla vendita. 

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CLIMA E TERRENO:

Il Mandarino predilige terreni sciolti o a medio impasto, porosi o comunque ben drenati, profondi e ben concimati, leggermente acidi.

Come tutti gli agrumi non sopporta i terreni troppo argillosi, calcarei e pesanti, perché soggetti al ristagno idrico, che può portare a marciumi o asfissia radicale.

Predilige un clima mite e temperato non eccessivamente piovoso nelle stagioni autunnale e invernale. Il range ideale di temperatura è compreso tra i 13° e i 30° C. Teme le temperature troppo rigide, e le gelate sotto gli 0°C risultano al quanto dannose.

Possono verificarsi problemi anche per temperature eccessivamente elevate, in quanto sopra i 38°C si ha il blocco dello sviluppo vegetativo.

Tra gli altri agenti climatici che possono danneggiate la pianta ci sono la grandine, causa di danni diretti all'albero e al frutto; ed in particolare il vento, nocivo sia per le giovani piantine quanto per quelle adulte.

 

IMPIANTO E PROPAGAZIONE:

È un agrume di facile coltivazione e senz'altro più rustico rispetto al Limone o all'Arancio.

La propagazione può avvenire tramite varie modalità, quale seme, talea o margotta; ma la più utilizzata è sicuramente l’innesto, che consente di ottenere piante più produttive e meno soggette alle aggressioni parassitarie. In questo ultimo caso il portinnesto viene scelto in base alle necessità culturali di terreno e clima. Tra i più adatti ed utilizzati nel bacino del Mediterraneo c’è l’Arancio amaro; che si adatta bene ai diversi tipi di terreno, garantisce una buona longevità alla pianta e resiste piuttosto bene alle basse temperature. Gli innesti vengono effettuati nel mese di maggio tramite innesto a corona con gemma vegetante, a partire da marze (porzioni di rami) prelevate da esemplari adulti di Mandarino.

Prima di procedere all'impianto, nel periodo invernale, va preparato il terreno con una concimazione di fondo che tenga conto della sua composizione chimica-mineralogica. Si utilizzano principalmente letame maturo e concimi minerali.

La messa a dimora delle giovani piantine in piena terra viene effettuata in primavera, tra aprile e maggio, quando il rischio di gelate è ormai passato. Una volta messe a dimora si procede con un’abbondante irrigazione.

Come per le altre tipologie di agrumi, anche il Mandarino si presta bene alla coltivazione in vaso, che dev'essere comunque sufficientemente capiente.

Coltivazione indicata in quelle zone dove il clima è particolarmente rigido, dove durante l’inverno è possibile mettere i grossi cassoni contenenti le piante al riparo in serra fredda.

 

DURATA DELLA COLTURA:

Gli agrumi sono alberi longevi capaci di vivere molti anni, anche se la loro vitalità è nettamente condizionata da aspetti agronomici. La fruttificazione nei giovani esemplari inizia già nel secondo e terzo anno, ma la massima produttività si ha tra i 7 e 40 anni.

 

CURE COLTURALI:

L’apparato radicale si sviluppa, in prossimità del tronco, appena al di sotto del terreno, con sottili e fitte radici capillari intrecciate tra loro a formare il così detto “capillizio assorbente”. Per questo motivo le lavorazioni ordinarie del suolo devono essere sempre molto leggere, proprio per evitare di danneggiare questa importante struttura dell’apparato radicale.

Nei primi anni dell’impianto, per garantirne l’attecchimento e la buona spinta vegetativa è molto importante eseguire zappettatura superficiale sotto la chioma delle infestanti, avendo cura di non danneggiare il “capillizio assorbente” dell’apparato radicale. Area ottimale anche per la distribuzione dei concimi, effettuata sempre dopo la raccolta dei frutti con letame ben maturo, ma anche con periodici apporti di concime minerale completo distribuiti dalla primavera all'autunno. Nei mesi autunnali e invernali non necessità di particolari irrigazioni, che sono invece molto importanti nei mesi caldi, e devono essere regolari e non eccessivi.

La potatura può avvenire un paio di volte l’anno, nel periodo estivo tra giugno e inizio luglio, e in inverno quando la pianta è nel periodo del riposo vegetativo. Eseguita con frequenza la potatura è leggera, ha lo scopo di eliminare i succhioni e i rami secchi e vecchi consentendo un buon passaggio d’aria attraverso la vegetazione, evitando la formazione di umidità e conseguenti infestazioni microbiche, fungine o parassitarie.

 

RACCOLTA:

La raccolta del Mandarino avviene nei mesi invernali, da novembre fino a marzo inoltrato, a seconda della varietà. È una pianta soggetta ad un alternanza di produzione tra le diverse annate.

Alcune selezioni di Mandarino presentano un ridottissimo numero di semi, aspetto molto apprezzato dai consumatori. I frutti hanno una pezzatura compresa tra gli 80 e i 120 g.

SEMINA: Aprile Maggio
TEMPO BALSAMICO: Gennaio Febbraio Dicembre

PARTE UTILIZZATA: 

Frutti

 

PROPRIETÀ ED IMPIEGO:

Il Mandarino è un frutto fresco dalla spiccata funzione dissetante e dal gusto dolce, per il suo equilibrato rapporto tra acidi e zuccheri.

È una buona fonte di vitamina C, anche se meno rispetto agli altri agrumi, vitamina A e vitamine del gruppo B tra cui l’acido folico. È molto ricco in potassio, ma anche altri minerali quali calcio e fosforo.

Oltre all'elevato contenuto d'acqua, che favorisce la diuresi, Il suo contenuto in fibra migliora la regolazione delle funzioni intestinali.

Come frutto autunnale-invernale è un ottima fonte di vitamine e minerali per il supporto del nostro organismo e delle sue difese immunitarie nella stagione fredda. Il gusto dolce e il profumo agrumato lo rendono un ottimo frutto da consumare durante le festività natalizie, nonché per decorare e abbellire le tavole in festa.

Sia la polpa del frutto, che le bucce e l'olio essenziale vengono impiegati nella preparazione e aromatizzazione di succhi, dolci, bibite e liquori. 

Dalle bucce di Mandarino per spremitura a freddo si ottiene un olio essenziale dalle innumerevoli proprietà. Come molte altre essenze, viene a svolgere un'ottima azione antibatterica e antifugina.

La sua attività colagoga, carminativa e calmante, lo rendono un ottimo alleato contro cattiva digestione, flatulenza e spasmi addominali. Nebulizzato nell'aria di casa, stimola l'appetito ed elimina il senso di nausea.

Quale calmante e rilassante, agisce sul sistema nervoso contro insonnia, tensione, stress e agitazione. Può essere utilizzato sia per inalazione, che a livello cutaneo, tramite massaggio. Risulta ottimo impiegato in dermatologia come cicatrizzante, tonificante e contro acne e pelle congestionata. Qualche goccia aggiunta all'olio di mandorle lo rendono un ottimo rimedio contro smagliature e cellulite.

Quest'olio essenziale costituito principalmente da limonene, geraniolo, citronellale e altri composti, si è dimostrato atossico e non irritante; per questo trova impiego anche nel trattamento di insonnia e agitazione in bambini e donne in gravidanza, in lampade per aromi o messaggi con oli vegetali. Non sono dimostrati effetti di sensibilizzazione, ma come altri oli essenziali di agrumi potrebbe risultare fototossico (sostanza reattiva alla luce solare), quindi anche se non ancora dimostrato, è meglio evitare l'esposizione al sole dopo il suo utilizzo.

 

DATI PIANTA

Nome Comune:Mandarino
Nome Botanico:Citrus reticulata Blanco
Famiglia: Rutaceae
Origine: Cina
Altri nomi:EN mandarin
ES mandarina
FR mandarine
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