marzo 29, 2021

PASSIFLORA, PIANTA DEL FIORE DELLA PASSIONE

La Passiflora è una pianta con un fiore bellissimo e singolare, e il suo aspetto particolare è reso affascinante dai simboli che lo legano alla cristianità. Questa pianta è in realtà originaria del Nord America, in particolare il sud-est di quella zona, ma la sua bellezza fece sì che la sua coltivazione come pianta ornamentale si estendesse anche in Sud America e poi in Europa.

 

La Passiflora incarnata L. è una pianta rampicante con steli di lunghezza compresa tra i 3 ed i 9 m, che si arrampica tramite viticci attorcigliati. Ha foglie alterne, leggermente picciolate, orbicolari o cordate alla base e profondamente divise in 3 lobi ovali-acuti, finemente dentati; e di questi il centrale risulta essere il più sviluppato. All’ascella delle foglie si trovano i cirri (o viticci) che permettono alla pianta di arrampicarsi.

I fiori sono solitari, grandi e vistosi (5-9 cm di diametro), lungamente peduncolati, con calice cupuliforme costituito da 5 sepali verdastri all’esterno e bianchi/violacei all’interno, la corolla è formata da 5 petali bianchi/violacei e una doppia corona di appendici petaloidee di colore rosso porpora nella parte più esterna; e 5 stami a grandi antere aranciate, sono poggiati su una colonna centrale chiamata androginoforo. L’ovario, ha 3 carpelli costituiti da 3 stili e 3 stigmi.

Il frutto è una bacca ovoide verde-gialla, a pericarpo sottile e polpa spugnosa, contenente molti semi, neri, rugosi e muniti di arillo biancastro.

 

La Passiflora prospera su terreni poveri, acidi, sabbiosi ed esposti a pieno sole; ovunque trovi qualcosa su cui “arrampicarsi”. Si può coltivare da seme, per talea o dividendo parte del rizoma da cui si diffonde. È comunque molto infestante.

I fiori di tutte le Passiflore essendo molto vistosi attraggono un’ampia gamma di insetti.

 

La droga è costituita dalle parti aeree colte al momento dall’antesi (da luglio a settembre) ed essiccate subito dopo la raccolta.

Contiene: fenoli acidi, cumarine, fitosteroli, tracce di un olio essenziale, glucosidi cianogenetici, alcaloidi indolici e flavonoidi.

L’azione della Passiflora incarnata è di sedativo del S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale), sedativo del cuore e antispasmodico a livello gastro-intestinale, quindi consigliabile in caso di stati di ansia, insonnia, turbe correlate alla menopausa, tachicardia, dolori spastici intestinali, affezioni nervose dello stomaco e dell’intestino.

Inoltre i nativi nordamericani Cherokee utilizzavano l’infuso della radice per curare i foruncoli e per il mal di orecchi. La radice pestata si applicava sulle ferite per alleviare l’infiammazione.

La Passiflora incarnata può essere assunta in varie forme: infuso, tintura madre oppure estratto fluido.

 

Esistono tante altre specie di Passiflora: le più conosciute sono la P. edulis il cui frutto è commestibile (frutto della passione o maracuja) e la P. cerulea dal fiore blu, utilizzata come pianta ornamentale.

La sua simbologia legata al cristianesimo si è sviluppata nel XVII secolo ad opera dei missionari spagnoli che si trovavano in Sud America. Nel 1610 il padre agostiniano Emmanuel de Villegas, tornando da una missione in Messico, portò con sé l’esemplare di un fiore di Passiflora, perché il suo aspetto lo colpì subito. Egli lo associò simbolicamente alla passione di Cristo: i filamenti centrali disposti a raggiera gli ricordavano la corona di spine di Gesù sulla croce, lo stilo centrale gli ricordò la colonna della flagellazione, gli stigmi i chiodi della crocifissione lo stame la spugna imbevuta di aceto, le 5 macchie rossa sulla corolla simboleggiavano le 5 ferite sul suo corpo, i 5 petali uniti ai 5 sepali rappresentano i 10 apostoli rimasti fedeli (esclusi Giuda e Pietro) e per finire, nelle foglie lobate si vedevano le mani dei persecutori di Cristo che impugnavano le fruste (i viticci).

 

La bellezza e l’eleganza del fiore della Passiflora non è sfuggita nemmeno all’arte e in particolare al pittore olandese Piet Mondrian (famoso per le sue figure geometriche) che l’ha rappresentata nell’opera “fiore della passione”, che si trova oggi nel Gemeentemuseum Den Haag di L’Aia.

L’opera, un acquerello, raffigura una donna vestita con un abito bianco, senza maniche, con il viso rialzato e gli occhi chiusi (1908-1910) e sopra ogni spalla c’è una fiore della passione visibile. 

 

 

ANJA LATINI

 Erborista iscritta al RNEP n. GLT0018S

 

 

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