luglio 25, 2017

OLIO ESSENZIALE DI ROSMARINO: COLTIVAZIONE E PRODUZIONE

distillatore plus bianco e nero piccolo

 

Pianta rustica e poco esigente, il Rosmarino rappresenta sicuramente una delle erbe officinali più importanti e conosciute della nostra area mediterranea. Diffuso oggi in tutti i paesi dal clima temperato, dove lo si ritrova sia coltivato che spontaneo, è una delle aromatiche più semplici da coltivare, grazie soprattutto alla grande adattabilità ai vari tipi di terreno e alla buona resistenza alle basse temperature. Rinomata e largamente utilizzata in cucina, tanto fresca quanto essiccata, è capace di fornire un olio essenziale dalle innumerevoli proprietà benefiche, sia per la mente che per il corpo.

Il Rosmarino, rappresenta quindi una pianta essenziera, destinata non solo all’essiccazione, ma anche alla produzione di olio essenziale. Come potrebbe una media-piccola azienda agricola produrre da sé dell’olio essenziale di Rosmarino?

Lo scopo di quest’articolo è quello di fornire una panoramica in questa direzione, partendo da un’ipotesi di coltivazione fino ad arrivare al processo di distillazione.

 

rosmarino raccolta

LA COLTIVAZIONE DEL ROSMARINO:

La durata media di una coltura si aggira attorno ai 5-6 anni, ma in condizioni ottimali può durare fino a 10 anni.

Data la ridotta germinabilità dei semi, l’impianto e la propagazione del Rosmarino avvengono generalmente per talea. La loro preparazione è relativamente semplice, basta infatti tagliare, dai rametti legnosi, delle sezioni (lunghe circa 15 cm) ed interrarle per metà della loro lunghezza, in marzo-aprile o a fine estate. Le talee vanno tenute in vivaio per circa due mesi, così da garantirne una buona radicazione.

Il sesto d’impianto è generalmente di 1 – 1,5 m tra le file e 0,5 m sulla fila; per una densità ottimale di 2 piante/mq.

La pianta va raccolta nel suo momento balsamico, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Per la produzione di olio essenziale di Rosmarino si predilige in genere il periodo della piena fioritura. 

Ad ogni taglio le rese di raccolto fresco per la distillazione, sono di circa 10-15 t/ha.

La resa in olio essenziale può andare dallo 0,5 al 2%, per una media di circa 0,8%.

Considerata la produzione di pianta fresca per ettaro e la sua resa media, è possibile ottenere circa 80 kg/ha di olio essenziale.

 

IPOTESI DI COLTIVAZIONE E PRODUZIONE:

Ipotizzando di coltivare circa 800 mq a Rosmarino e considerando un impianto ottimale di 2 piantine/mq, saranno necessarie almeno 1600 piante per creare l’impianto.

Se si considera la produzione di pianta fresca per ettaro; da una coltivazione come questa, al momento della raccolta, si potranno ottenere almeno 800 kg di materiale fresco, da destinare alla distillazione.

Considerando di avere a disposizione un distillatore di capienza 125L, capace di lavorare 25 kg di pianta fresca a distillata; sarà necessario attuare almeno 32 distillate a pieno carico per poter lavorare la totalità del materiale vegetale.

Attuando 4 distillazioni al giorno, in 8 giorni, si potrà svolgere tutto il lavoro, ed ottenere circa 6,4 kg di olio essenziale (considerando la resa media dello 0,8%).

Volendo ridurre le giornate di lavoro si potrebbe utilizzare un distillatore da 250L.

 

LA DISTILLAZIONE:

Procedendo per ordine vediamo tutte le fasi, tappa per tappa, di come avviene la produzione dell’olio essenziale di Rosmarino, attraverso l’utilizzo di un distillatore da 125L di capienza.

 

Apparecchiature necessarie:

  • Distillatore con capienza 125L 
  • Rametti di Rosmarino e sommità fiorite, circa 22-25 kg
  • Acqua corrente
  • Fornellone a gas

Fase 1 – raccolta del materiale vegetale:

La prima cosa da fare è quella di raccogliere il materiale vegetale, la tecnica ideale è quella di sfalciare le sommità fiorite a circa 30 cm da terra, al fine di raccogliere solo le parti più tenere e favorire la ripresa vegetativa della pianta.

È bene ricordare che l’olio essenziale di Rosmarino è contenuto a livello dei peli ghiandolari presenti sulla superficie delle foglie, quindi non è necessario sminuzzare il materiale vegetale per la distillazione. Inoltre è utile mantenere i rametti integri, e non utilizzare solamente le foglie; per garantire un migliore è più omogeneo passaggio del vapore acqueo, ed evitare il dannoso “effetto tappo” dovuto ad un impaccamento delle foglie durante la distillazione.

 

Fase 2 – caricamento del distillatore:

Raccolto il materiale vegetale è importante procedere alla distillazione nel più breve tempo possibile, per evitare di lasciare troppo allungo il materiale vegetale accumulato, ed innescare dannosi fenomeni di fermentazione.

Montato il distillatore e collegati tutti i tubi di collegamento per il carico e lo scarico dell’acqua di raffreddamento; si può procedere ad introdurre l’acqua nel fondo della caldaia, fino allo sfioramento della griglia di fondo e procedere poi a caricare il materiale vegetale. 

Il materiale vegetale, va introdotto in caldaia distribuendo i rametti in modo uniforme, creando quasi degli strati. È molto importante pressare bene il materiale, anche pigiandolo con i piedi, senza timore di schiacciarlo troppo; insistendo soprattutto in prossimità delle pareti del distillatore, per evitare che si formino spazi vuoti attraverso cui il vapore possa fluire senza venire in contatto con tutte le foglie.

oe rosmarino 2

Terminato il carico, va assicurato che tutti i rametti si mantengano all’interno della caldaia, posizionandovi sopra la griglia superiore, dopodiché si chiude il distillatore con l’apposita cerniera.

 Si accende a questo punto il fornellone, per riscaldare l’acqua.

Quando la temperatura interna raggiunge i 50-60 gradi, si apre l’acqua di raffreddamento per il circuito di condensazione.

 

Fase 3 – la distillazione:

Superati i 50°C, la temperatura del distillatore sale abbastanza velocemente e già intorno agli 85°-90°C gradi si vedranno fuoriuscire le prime goccioline di distillato.

A questo punto non resta che tenere monitorata la temperatura dell’acqua di raffreddamento del condensatore, che deve mantenersi tiepida.

Si lascia distillare fintanto che il livello di olio essenziale smette di aumentare all’interno del cilindro graduato. 

 

Fase 4 – confezionamento dell’olio essenziale:

Terminata la distillazione non resta che separare l’olio essenziale dall’acqua aromatica, facilmente distinguibili all’interno del cilindro graduato.

Per facilitare la procedura è possibile versare il contenuto dal distillatore all’interno di un imbuto separatore, lasciar riposare il tutto per qualche minuto ed aprire gradualmente il rubinetto dell’imbuto, facendo gocciolare prima l’idrolato e poi in una apposita boccetta ambrata l’olio essenziale di Rosmarino.

 

Approfondisci con il video:

 

Fase 5 – maturazione e conservazione:

Come qualsiasi olio essenziale appena distillato è necessario un tempo di maturazione prima di poter godere appieno dalla sua fragranza.

Per quanto concerne la conservazione: l’olio essenziale è una sostanza molto delicata che, può facilmente alterarsi e irrancidirsi perdendo quindi il suo naturale profumo e sviluppando sostanze che possono anche essere dannose; perciò è importante conservarlo sempre in boccette di vetro scuro, lontano dalla luce diretta e da fonti di calore. 

 

Come ben sappiamo l’impiego degli oli essenziali avviene per gocce; il loro uso, infatti, dev’esser limitato a piccole quantità essendo queste sostanze altamente concentrate e ricche di molecole attive, molte delle quali possono anche avere degli effetti tossici. Perciò nell’utilizzarli è sempre necessario procedere con attenzione, chiedendo anche consiglio agli esperti.

 

Ed ora non rimane che etichettare al meglio tutte le boccette di olio essenziale di Rosmarino!

 

 

 

Maggiori informazioni su: 

Rosmarino (Rosmarinus officinalis)

La distillazione in corrente di vapore

 

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