febbraio 11, 2021

LAMPONE, UNA PIANTA DAI TANTI USI

Il Rubus idaeus L., famiglia delle Rosaceae, è un piccolo arbusto alto 100-150 cm con rizoma strisciante.

Frequente nei boschi, vive dalla zona sub-collinosa a quella montuosa e alpina di tutta la nostra penisola; dai 1000 ai 2000 metri s.l.m., mentre è più raro nel meridione e in Sicilia.

Le foglie sono pennatosette simili a quelle del Rovo dal quale si distingue per le spine piccole; tenere e argentee nella pagina inferiore. I fusti vivono due anni; nel primo anno danno solo foglie, mentre nel secondo producono anche frutti.

I fiori sono regolari e bianchi, inseriti sui rametti corti all’ascella delle foglie; nella parte superiore del fusto dell’anno precedente, oppure terminali d’estate.

Il frutto è formato da drupeole rosse, pubescenti, dal sapore gradevole dolce-acidulo.

 

Il suo nome “Rubus” deriva dal latino ruber = rosso, per il colore rosso dei frutti o del loro succo, mentre “idaeus” è riferito al monte Ida (Grecia), che secondo Dioscoride (autore del De Materia Medica) era ricco di queste piante.

 

Parti utilizzate: foglie e fiori, frutti e giovani getti.

Costituenti principali: Foglie e fiori contengono tannini, resina, mucillagine, acido ossalico ed altri acidi organici, pectina, zucchero e antociani.

Le infruttescenze contengono tannini, proteine, acidi organici tra cui: acido ossalico, salicilico, citrico, malico, succinico, flavonoidi e vitamina C. Le gemme contengono inoltre fragarina.

 

Proprietà:

Le foglie sono considerate depurative del sangue e della cute, antiflogistiche, astringenti, detergenti, oftalmiche, vulnerarie, ipoglicemizzanti. Per la concentrazione in tannini sono impiegate nelle gastroenteriti e infiammazioni intestinali; nel bagno oculare in caso di congiuntiviti, collutorio per problemi orali, o lozioni per ulcere e ferite. Presentano inoltre una interessante azione spasmolitica particolarmente efficace in caso di dismenorrea (in particolare nelle adolescenti), per facilitare il parto (effetto tonificante e antispastico sulla muscolatura uterina), e negli spasmi a carico del tratto digestivo.  

I fiori sembrano agire come anti-gottosi, anti-dropici e diuretici.

Il frutto è particolarmente ricco di vitamina C oltre che di zuccheri, mucillagini e sali minerali e possiede spiccate proprietà rinfrescanti e lassative. Presenta anche una discreta percentuale in acido ossalico il cui consumo è da sconsigliare nei soggetti uricemici e gottosi.

Se ne preparano sciroppi, vini ed essenze correttive del gusto, da impiegare negli sciroppi medicinali dal sapore poco gradevole.

 

I giovani getti regolarizzano la secrezione ormonale ovarica, ristabilendo l’equilibrio endocrino della donna. Infatti la fragarina contenuta nei tessuti embrionali del Lampone determina il rilassamento del miometrio (muscolo uterino) diminuendo la forza e la frequenza delle contrazioni.

Il Gemmoderivato, il grande amico delle donne, viene utilizzato per i disturbi ormonali femminili, dalla pubertà alla menopausa. I giovani getti agiscono sulla secrezione ormonale ovarica e sono pertanto il presidio terapeutico principale delle disendocrinie femminili, di tutte le età, degli squilibri neurovegetativi ed endocrini con ripercussioni sull’apparato ginecologico. Ha anche azione antispasmodica a livello uterino, per la presenza di un insieme di sostanze miorilassanti, che ne giustificano l’utilizzo nella dismenorrea.

 

Lampone MG (Macerato Glicerinato): antispasmodico uterino e regolarizzante dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadico. Sindromi iperfollicoliniche; ovaio policistico, annessiti, dismenorree, dispareunia, sindrome premestruale, premenopausa, disturbi della menopausa, mastopatie. (Tinture Madri in fitoterapia, Massimo Rossi, Studio Edizioni 1992)

Rubus idaeus (giovani getti), Mac. Glic. 1 DH: 50-70 gocce al giorno in unica somministrazione se associato ad altre gemme. Oppure: 30 gocce, due-tre volte al giorno prima dei pasti principali. (Compendio di Gemmoterapia Clinica, F. Piterà, De Ferrari 2007)

 

Secondo Luigi Palma il succo del frutto del Lampone possiederebbe attività anti-colesterolemica in virtù dell’associazione dei sali minerali combinati ad acidi organici in esso contenuti, i quali provocherebbero uno stato di incompatibilità fisica e molecolare col colesterolo ematico facilitandone l’eliminazione attraverso le vie biliari.

 

Alcuni utilizzi pratici:

Per l’infiammazione dell’occhio:

– Meliloto sommità    50 g

– Lampone foglie      15 g

– Malva fiori e foglie  35 g

Infuso – Dose: 5 g in 200 g di acqua. Riposo 30 minuti. Per lavaggi e impacchi.

(Fitoterapia Moderna, Luigi Palm, Erbamea 2005)

 

Plinio il Vecchio (autore del Naturalis Historia) parla di una pomata ottenuta mescolando i fiori di Lampone con miele: “Cura le infiammazioni agli occhi e l’erisipela facciale; fatta macerare in acqua questa pianta cura i dolori di stomaco”.

 

Per gargarismi contro le angine stomatiti. Collirio nelle affezioni oculari:

Uso esterno – decotto: una manciata di foglie per litro. Bollire 10 minuti. (Jean Valnet, Fitoterapia, Giunti 2007)

 

La lamponata – si pestano i lamponi e si lasciano fermentare finché non “vengono su”, girando di tanto in tanto fino al momento in cui cessano di bollire; quando si è ottenuta un’abbondante quantità di liquido, si colano, si strizzano e al succo si unisce pari quantità, in peso, di zucchero; si fa bollire per due minuti; oltre a rappresentare una gradevole bevanda, la “lamponata” si usa in caso di tosse, diluita con pari quantità d’acqua calda. (L’uso delle erbe nella tradizione rurale della Toscana Volume I, Arsia 2007)

 

GIULIA CALDARELLI

 

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