settembre 24, 2021

FREQUENZE DI SAPORI: GLI ULTRASUONI IN CUCINA

L’estrattore ad ultrasuoni può essere impiegato in numerosi ambiti e settori!

 

Nel settore culinario e gastronomico consente delle applicazioni straordinarie, e in questa puntata di FREQUENZE DI SAPORI scopriamo insieme il suo impiego nella preparazione di un estratto di mandorle tostate, da utilizzare poi nella creazione di una salsa da abbinare a sgombro marinato, melone e cipolla in agrodolce, per un antipasto davvero colorato e gustoso.

Un’esplosione di sapori per la goduria del tuo palato!

 

Guarda subito la puntata!

 

 

Vuoi scoprire gli ingredienti e la preparazione di questo gustoso piatto?  eccoli!

 

FILETTO DI SGOMBRO MARINATO, CON LATTE DI MANDORLE TOSTATE, SFERE DI MELONE, CIPOLLA IN AGRODOLCE E CIALDA DI PANE CROCCANTE

 

Preparazione:

Sbucciare e tostare le mandorle, e poi porle in acqua con alcuni frutti di Cardamomo per una notte.

Pulire i filetti di sgombro e metterli a marinare con salsa di soia, miele e aromi. 

Frullare le mandorle per ridurne le dimensioni e favorire un corretto processo estrattivo con l’estrattore ad ultrasuoni. Filtrare l’estratto e utilizzare il latte, con un pizzico di addensante per creare una salsa cremosa.

Preparare le sfere di melone e le cipolle di tropea in agrodolce tagliate a striscioline.

Tagliare e scottare velocemente i filetti di sgombro e iniziare a comporre il piatto ponendo alla base un po’ di salsa di mandorle su cui adagiare lo sgombro; disporre le sfere di melone e le striscioline di cipolla in agrodolce, e concludere con scaglie di cialda croccante e qualche germoglio fresco.

 

Chef Roberto Caffini

del Ristorante Antica Torretta

 

 

Ti stai chiedendo cos’è e come lavora l’estrattore ad ultrasuoni?

Questo sistema estrattivo sfrutta gli ultrasuoni, ossia quelle onde meccaniche sonore con frequenze superiori ai 20 kHz, per rompere le pareti cellulari e liberarne i principi attivi, che verranno quindi solubilizzati o dispersi nel solvente liquido utilizzato per l’estrazione, che può essere ad esempio acqua, alcool a diverse gradazioni od un olio vegetale (oliva, arachidi, mais, etc.). 

Questa metodica consente di lavorare a temperatura ambiente e in pochi minuti, garantendo così la stabilità delle molecole estratte.

Potendo utilizzare poi numerosi solventi estrattivi, viene consentita una vastissima versatilità di utilizzo. Se è vero che la sua nascita è legata in primis all’impiego nel settore erboristico o farmaceutico per l’estrazione dei principi attivi dalle piante officinali, è una metodica che trova ottime applicazioni anche in altri campi d’utilizzo, come ad esempio l’ambito cosmetico e alimentare.

 

PER SAPERNE DI PIÙ 

 

Scopri l’ESTRAZIONE AD ULTRASUONI oppure scopri LA TECNOLOGIA

                              

 

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