Giugno 20, 2022

FREQUENZE DI SAPORI: COCKTAIL ED ULTRASUONI

L’estrattore ad ultrasuoni può essere impiegato in numerosi ambiti e settori!

 

Nella Mixology o Arte della Miscelazione può diventare uno strumento prezioso al servizio di barman e bartender; consentendo delle applicazioni straordinarie volte alla creazione di estratti e pre-mix estemporanei dal sapore unico!

In questa puntata di FREQUENZE DI SAPORI scopriamo insieme il suo impiego nella preparazione di un Japanese Mule, un cocktail a metà tra un Moscow Mule e un Gin Tonic, a base di gin, Lemongrass disidratato, aceto di mele, succo di Lime fresco, sciroppo di zucchero, Zenzero fresco e tonica!

Un ottimo drink da abbinare ad un piatto di pesce fresco: come ad esempio un carpaccio di Branzino.

Un’esplosione di sapori per la goduria del tuo palato!

 

Guarda subito la puntata!

 

 

Vuoi scoprire gli ingredienti e la preparazione di questo cocktail?  eccoli!

 

JAPANESE MULE DELLO SHAPE COCKTAIL BAR

Preparazione:

Versare il gin nell’estrattore ad ultrasuoni insieme a qualche cucchiaio di foglie di Lemongrass disidratato, ed impostare il programma di estrazione soft.

Nel frattempo sbucciare e tagliare a tocchetti dello Zenzero fresco, e aggiungerlo ad aceto di mele, succo di Lime fresco e sciroppo di zucchero. Con il minipimer frullare tutto e filtrare la miscela con un apposito colino.

Terminata l’estrazione del gin, filtrare il residuo di foglie di Lemongrass e procedere alla preparazione del cocktail.

Unire gin aromatizzato e shrub, e dopo aver effettuato la tecnica del throwing per diluire e dare aria al drink, versare la miscela in un bicchiere highball con ghiaccio; completando la preparazione con dell’acqua tonica.

 

Barman Danilo Lanteri

Dello Shape Cocktail Bar

 

Ti stai chiedendo cos’è e come lavora l’estrattore ad ultrasuoni?

Questo sistema estrattivo sfrutta gli ultrasuoni, ossia quelle onde meccaniche sonore con frequenze superiori ai 20 kHz, per rompere le pareti cellulari e liberarne i principi attivi, che verranno quindi solubilizzati o dispersi nel solvente liquido utilizzato per l’estrazione, che può essere ad esempio acqua, vino o alcool a diverse gradazioni, come vodka, gin, acquavite, grappa, etc. 

Questa metodica consente di lavorare a temperatura ambiente e in pochi minuti; garantendo così la stabilità delle molecole estratte.

Potendo utilizzare poi numerosi solventi estrattivi, viene consentita una vastissima versatilità di utilizzo. Se è vero che la sua nascita è legata in primis all’impiego nel settore erboristico o farmaceutico per l’estrazione dei principi attivi dalle piante officinali, è una metodica che trova ottime applicazioni anche in altri campi d’utilizzo, come ad esempio nel settore del food and beverage.

 

 

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