dicembre 9, 2019

ELEUTEROCOCCO O GINSENG SIBERIANO: UN TONICO PER CORPO E MENTE

 

L’Eleuterococco, Eleutherococcus senticosus, è detto anche Ginseng siberiano e il suo nome deriva dal greco eleutero = libero e coccosseme e senticosus = pieno di spine. Infatti è un arbusto legnoso alto tra 1,5 e 2,6 metri che cresce bene in un clima temperato freddo come nella taiga della Siberia orientale, nel Nord-est della Cina, in Corea e in Giappone. 

 

Possiede una radice intrecciata, steli spinosi e grandi foglie palmate composte da 5 foglioline ellittiche con margini finemente dentellati ed un lungo picciolo, i fiori sono riuniti in ombrelle semplici, sono di piccole dimensione e di colore giallastro (fiori femminili) o violetto (fiori maschili). Il frutto è una drupa nerastra che contiene 5 semi.

 

La droga è costituita dalle parti ipogee cioè radici e rizoma, i quali contengono una serie di composti classificati come eleteurosidi (eleteurosidi A-M) che includono diversi composti ed in particolare composti steroidei (daucosterolo), fenilpropanoidi, lignani, e saponine triterpeniche; inoltre sono presenti polisaccaridi e un olio essenziale.

 

L’Eleuterococco ha proprietà adattogene, cioè aumenta la capacità dell’organismo ad adattarsi agli stimoli dell’ambiente circostante e ad evitare i danni che possono derivarne; esso è tradizionalmente utilizzato come tonico, per rinforzare l’organismo nei periodi di fatica e debolezza, sia a livello mentale che fisico.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’Eleuterococco aumenta la resistenza degli animali a vari stimoli stressanti come il freddo, il calore, l’immobilizzazione, l’aumento di esposizione a tossine e farmaci e altre situazioni che potrebbero causare affaticamento. Inoltre è in grado di stimolare la risposta immunitaria, in particolare aumentare il numero di cellule deputate alla risposta immunitaria, i linfociti T helper e cellule NK, in animali immunodepressi.

Quindi si consiglia l’assunzione di Eleuterococco in caso di debolezza, diminuita capacità lavorativa, riduzione dei livelli di concentrazione psichica, nelle convalescenze, anche dopo chemioterapie ed esposizione alle radiazioni.

Si consiglia di assumere la droga tramite estratto idroalcolico o estratto secco.

L’Eleuterococco è controindicato in gravidanza e nel periodo dell’allattamento, inoltre si consiglia di non superare di 3 mesi il periodo di assunzione, e infine la droga non va assunta da soggetti affetti da pressione arteriosa alta. 

 

I Cinesi conoscono e utilizzano questa pianta da almeno 2000 anni, ma in Occidente la notorietà comincia negli anni ’40 del Novecento, quando lo scienziato sovietico I. I. Brekhman inizia una serie di studi per reperire una droga più economica in alternativa al Ginseng.

Negli anni ’50 l’ex Unione Sovietica approfondì gli studi su questa pianta, tanto che la utilizzarono gli atleti sovietici per le Olimpiadi del 1980 e gli astronauti per i loro viaggi nello spazio; infine nel 1986, quando avvenne il terribile disastro nucleare di Chernobyl, fu somministrato Eleuterococco, per contrastare gli effetti negativi delle radiazioni nucleari.

 

ANJA LATINI

Erborista iscritta al RNEP n. GLT0018S

 

 

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