novembre 16, 2017

BARDANA, PIANTA PER COMBATTERE I TUMORI

Bardana fiori

 

La Bardana (Arctium lappa L.) è una pianta biennale appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Comunemente utilizzata nella cucina asiatica, la radice è stata ampiamente adoperata nella medicina popolare come diuretico, detossificante e per guarire problemi della pelle.

 

Dal punto di vista farmacologico, uno dei costituenti più importanti della Bardana è un lignano (i lignani sono una delle classi dei polifenoli), che si chiama Arctigenina.

L’Arctigenina è il prodotto della reazione tra l’Arctina ed un particolare enzima (beta glucosidasi) presente nel seme della pianta; che possiede alcune proprietà, tutte dimostrate da esperimenti riprodotti in provetta: è antinfiammatoria, antiossidante e antitumorale.

 

Recentissime ricerche scientifiche sono riuscite finalmente a dimostrare l’azione antitumorale dell’Arctigenina presente nella pianta di Bardana anche negli esseri viventi (tramite esperimenti in vivo).

Nello specifico, sono stati effettuati due esperimenti: uno sul tumore alla prostata e l’altro sul tumore al seno.

 

Il tumore alla prostata, una delle principali cause di mortalità tra la popolazione maschile, può svilupparsi in un periodo molto lungo e in maniera silenziosa, tant’è che molti pazienti muoiono senza avere sintomi e con metastasi alle ossa e ai linfonodi.

In un esperimento, è stata somministrata Arctigenina a dosi molto basse (< 2 μM) per un periodo di sei settimane ed il risultato è stato una riduzione del 50% della massa tumorale.

Si è scoperto anche che iniziando la somministrazione due settimane prima della comparsa del tumore, l’effetto del principio attivo è molto più forte.

L’Arctigenina è in grado di inibire la proliferazione delle cellule malate e le porta alla morte, senza intaccare le cellule sane.

 

Il tumore al seno è uno dei tipi di tumore prevalenti e la seconda causa di morte al mondo per le donne.

In questo tipo di tumore, così come per il tumore alla prostata, alcuni tipi di proteine (dette recettori) presenti sulla superficie o all’interno delle cellule sono mutate o espresse in quantità eccessiva, inducendo la cellula a comportarsi in maniera anomala.

I recettori vengono stimolati dagli ormoni sessuali (estrogeno e progesterone) e la loro crescita anomala può essere “regolata” utilizzando dei farmaci che simulano l’effetto di questi ormoni sul recettore (tumore estrogeno/progesterone positivo).

Esiste un tipo di tumore al seno, molto aggressivo e difficile da curare, chiamato “triplo negativo”, perché le cellule tumorali non presentano recettori per estrogeno, progesterone e HER2 (recettore per il fattore di crescita delle cellule).

In uno studio in particolare, si dimostra che l’Arctigenina diminuisce la proliferazione e induce la morte delle cellule del tumore triplo negativo anche in assenza dei recettori, in quanto agisce inibendo il gene (STAT3) coinvolto in diverse funzioni cellulari (crescita, divisione, morte programmata); nell’esperimento agisce in sinergia con uno specifico farmaco utilizzato nella cura tradizionale, ma il meccanismo non è stato ancora chiarito.

 

Tutti questi esperimenti evidenziano la capacità dell’Arctigenina di essere biodisponibile, ovvero di essere presente nel sangue e nei tessuti in quantità apprezzabili in seguito alla somministrazione, 10-20 volte più dei polifenoli presenti nel tè verde e della curcumina.

La capacità di prevenire i tumori, di inibire la crescita delle cellule tumorali e la loro migrazione all’interno del corpo, senza danneggiare le cellule sane e, soprattutto, senza gli effetti collaterali delle terapie comuni, rendono l’Arctigenina il candidato ideale come principio attivo per lo sviluppo di nuovi farmaci, che consentano di curare anche i tumori più ostici.

 

FEDERICA AIELLO

 

Maggiori informazioni su:

Bardana (Arctium lappa L.): coltivazione, trasformazione e utilizzo

 

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