novembre 21, 2018

ANICE STELLATO: UTILIZZO, PROPRIETÀ E TRADIZIONE

 

L’Anice stellato, a differenza dell’Anice verde con cui spesso viene confuso, è un albero originario dell’Asia orientale, che può raggiungere anche i 10-12 m di altezza ed è sempreverde; possiede foglie ovali-lanceolate dove alla loro ascella si inseriscono i fiori di colore bianco giallastro o rosato costituito da 15-20 antofilli disposti a spirale.

I frutti, che rappresentano la droga, hanno un odore simile all’Anice verde, sono composti da 8-10 follicoli uniseminati inseriti “a stella” (che danno il nome volgare) su un peduncolo denominato columella.

 

La droga dell’Illicium verum è rappresentata dai frutti che vengono utilizzati per ricavare un olio essenziale con il metodo della distillazione in corrente di vapore. L’olio essenziale che si ottiene è da incolore a giallo pallido, ha profumo di anice, e contiene anetolo, fellandrene, limonene, estragolo, safrolo e aldeide anisica.

 

L’Anice stellato ha proprietà molto simili all’Anice verde, cioè ha proprietà eupeptiche, stomachiche, carminative, antidiarroiche, galattogoghe, espettoranti. Quindi può essere consigliato in caso di tossi grasse, catarri, inappetenza, gonfiori intestinali, in caso di alitosi e disturbi digestivi.

Una tisana tipicamente invernale che aiuta in caso di tosse e catarro è la seguente:

–    Anice stellato

–    Cannella

–    Limone

–    Zenzero  …..ana parti (in parti uguali)

Far bollire 10 minuti tutti gli ingredienti in acqua bollente (decotto), spegnere il fuoco e attendere 15 minuti, filtrare dolcificare con miele e bere.

 

Il frutto dell’Anice stellato ha una forma unica nel suo genere e lo si utilizza molto come decorazione, soprattutto natalizia.

 

Esso è il componente principale del “Pastis, una bevanda francese originaria di Marsiglia; che fu ideata nel 1916 proprio dopo l’abolizione dell’uso dell’Assenzio. I poeti “Maledetti” si ritrovarono senza la loro fonte di ispirazione; ma per fortuna fu ideata questa bevanda sostitutiva, sicuramente senza gli stessi “effetti tossici”, ma comunque molto piacevole.

La ricetta originaria, che comprendeva come ingredienti Anice stellato, Anice verde, Liquirizia, zucchero e alcol fu ideata da un giovane ventenne marsigliese, Paul Richard, un pittore, che fu costretto dal padre a lavorare nell’azienda di famiglia che commerciava in vini. Paul grazie al suo estro creativo modificò una vecchia ricetta e inserì come ingrediente “novità” la Liquirizia creando un pasticcio, da qui il nome “pastis“; fu così entusiasta della sua invenzione che disegnò lui stesso l’etichetta. La bevanda ebbe un gran successo, tanto da unirsi poi all’azienda concorrente Pernot, riunendosi sotto il brand Pastis Pernod Ricard. Il liquore ebbe delle modifiche e dai 32 gradi alcolici passò a 45. Forse proprio perché così “forte” nel 1951 il pastis fu proibito in Francia perché nuoceva alla lucidità dei soldati in trincea.

Oggi comunque, lo si trova in tutta la Francia e in alcune regioni dei paesi confinanti, come il Piemonte, la Val d’Aosta e la Riviera Ligure.

 

ANJA LATINI

Erborista iscritta al RNEP n. GLT0018S

 

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