settembre 25, 2014

UN AIUTO DALLA GEMMOTERAPIA: LA PARTE EMBRIONALE DELLA PIANTA

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E’ a mezzo delle piante che noi siamo connessi alla terra: esse sono le nostre radici, poiché per loro mezzo succhiamo dalla terra le proteine del nostro sangue e i fosfati delle nostre ossa. Noi pensiamo in quanto la pianta vegeta.
(Moleschott).

 

Osservando attentamente tutti gli organismi che compongono un ecosistema, non si può non fare caso alla stupefacente intelligenza della Natura che non mette nulla per caso, ogni elemento è interconnesso con un altro, con una specifica funzione di sinergia o antagonismo.

 

Ogni pianta che cresce vicino ad una di un’altra specie si trova costretta a condividere il suolo, la luce e l’aria adattandosi e sfruttando al massimo le risorse che ha a disposizione al fine di garantirsi la sopravvivenza.
Di contro tutti gli organismi vegetali possono influire sull’ambiente modificando l’entità e la qualità di alcuni fattori.
Un organismo vegetale può adattarsi per tutto il ciclo di vita ma l’adattamento è massimo nel periodo iniziale dell’accrescimento in cui tutte le energie della pianta sono concentrate nello sviluppo vegetativo e nella differenziazione delle cellule per svolgere precise funzioni in base alle condizioni esterne.

 

Ed è proprio il tessuto non ancora differenziato della pianta che viene utilizzato dalla Gemmoterapia, ossia gemme, giovani getti, giovani radici, amenti, linfa, giovani rami, ecc..
La Gemmoterapia è una pratica basata sull’energia potenziale dei vegetali contenuta nelle parti in via di accrescimento (chiamati più correttamente tessuti meristematici) che altro non sono che un insieme di cellule embrionali indifferenziate e che hanno la capacità di sviluppare tutte le potenzialità della pianta stessa, cosa che le cellule adulte differenziate non hanno più.

 

La nascita e lo sviluppo di questo metodo si deve a Pol Henry, medico omeopata di Bruxelles, il quale si servì della sua conoscenza chimica e biochimica per osservare la capacità della pianta di accrescersi e svilupparsi e dimostrò come questi tessuti embrionali possono essere sorgente di energie e cellule anche all’organismo umano considerato un vero e proprio “terreno” in equilibrio con le sue azioni fisiologiche e l’ambiente che lo circonda.

 

 

 

La vera ideazione della Gemmoterapia ha, in realtà, radici ancora più primitive, risalenti al tempo del grande filosofo scienziato J.W Goethe (1749-1832).
Egli, nel suo fondamentale testo “La metamorfosi delle piante” scriveva che nella Natura vivente nulla accade che non sia in rapporto con il tutto, ed proprio questa visione unitaria e dinamica il principio base della Gemmoterapia, dove le gemme contengono l’intera informazione genetica della pianta e non solo, anche sostanze minerali, oligoelementi, vitamine, enzimi, proteine e diversi fattori di crescita (auxine e giberelline, ormoni che spariscono nel momento in cui si ha la formazione della clorofilla) esercitando un’azione molteplice sull’organismo.

 

 

In particolar modo all’interno di questi tessuti embrionali vi è un’intensa sintesi proteica e un’elevata duplicazione di DNA per cui, spesso, i principi attivi presenti sono molto differenti da quelli contenuti nei tessuti adulti oppure presenti in quantità diversa.
Per tale motivo i Gemmoderivati sono rimedi più attivi che non devono essere assunti in dose massiccia per ottenere l’effetto desiderato.

 

 

Tali estratti, per via della loro importante energia potenziale, vengono principalmente utilizzati nei disturbi che tendono ad essere cronici e devono essere utilizzati con regolarità e per un periodo prolungato (almeno un mese).

 

 

Risultano molto utili per il drenaggio dell’organismo e l’eliminazione delle scorie accumulate ma anche e soprattutto per la loro capacità di stimolare i processi riparativi e hanno funzione regolatoria sui processi biochimici dell’organismo.