Percolazione

Estrazione che consiste nel far passare un liquido (solvente) attraverso la pianta

La percolazione è un procedimento estrattivo che viene condotto a temperatura ambiente e che significa letteralmente “far attraversare goccia a goccia un materiale solido da un liquido”.

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 Il solvente viene fatto passare lentamente attraverso la pianta, caricandosi, man mano che fluisce, sempre più dei principi attivi, e viene lentamente spinto via da altro solvente puro che viene aggiunto dall’alto.

Prima di inserire la pianta all’interno del percolatore deve essere opportunamente triturata, facendo attenzione a non creare particelle troppo fini, che risulterebbero difficilmente separabili dal liquido di estrazione (solvente), rendendo l’estratto torbido e con residuo di fondo.
Si consiglia inoltre di inumidire preventivamente il materiale vegetale con il solvente scelto per l’estrazione, al fine di rigonfiare le cellule vegetali e favorire il passaggio dei principi attivi nel liquido.

Successivamente si procede con il caricamento della pianta, opportunamente preparata all’interno del percolatore.

 

Il solvente viene immesso dall’alto e passa attraverso il materiale vegetale a una velocità che dipende dalla pianta da estrarre.

 

La velocità di flusso non deve essere eccessiva altrimenti il solvente non avrebbe il tempo di penetrare all’interno delle cellule vegetali e di estrarre le molecole contenute al loro interno; allo stesso modo se il flusso è troppo lento saranno necessari quantità eccessive di solvente per concludere l’estrazione. In genere la velocità di flusso per circa 1 kg di pianta non deve superare i 5ml/min.

 

La scelta del solvente varia in funzione della natura chimica dei principi attivi da estrarre. Generalmente viene impiegato un solvente idroalcolico ossia costituito da una miscela di acqua e alcol, il quale risulta molto più efficace nell’estrazione poiché l’acqua mantiene le pareti vegetali idratate mentre l’alcol risulta essere affine con la maggior parte dei principi attivi. Inoltre la presenza di alcol è vantaggiosa anche in termini di conservabilità dell’estratto ottenuto.

 

 Il liquido ottenuto, ricco in principi attivi della pianta, è chiamato percolato.

 

Terminata la percolazione la pianta utilizzata per l’estrazione, ancora imbevuta del solvente, viene sottoposta a torchiatura per recuperare il liquido residuo assorbito dalla materia vegetale che viene poi aggiunto al percolato.

 

La percolazione è una tecnica estrattiva che viene sconsigliata in caso di piante che tendono a rigonfiarsi molto (per esempio piante contenenti mucillagini o pectine), le quali impediscono al solvente di fluire correttamente.

 

La percolazione termina quando il liquido che esce dal percolatore risulta incolore e cioè privo di principi attivi della pianta.

 

Il primo percolato che si ottiene viene definito estratto di testa ed ha il più alto contenuto in sostanze estratte, al quale fanno seguito i percolati parziali che avranno via via una concentrazione sempre più minore di principi attivi.