PUNGITOPO

NOME BOTANICO:

Ruscus aculeatus L.

SCHEDA TECNICA
COLTIVAZIONE
UTILIZZO PRATICO
pungitopo2
DESCRIZIONE DELLA PIANTA

Il Pungitopo è un arbusto perenne, sempreverde, alto 30 – 40 cm, che presenta fusti eretti dai quali partono delle espansioni laminari, che in genere vengono confuse con le foglie tipiche del Pungitopo; in realtà tali espansioni sono fusti trasformati, che hanno assunto funzione fogliare e un aspetto appiattito, rigido, con estremità appuntita e che, da un punto di vista botanico, vengono chiamati cladodi.
I fiori dal colore verdastro, si trovano sulla zona centrale dei cladodi ed il frutto è costituito da una bacca di colore rosso intenso.
La fioritura avviene in primavera, mentre, la maturazione delle bacche si ha in inverno.

 

Storia e curiosità:

Il nome volgare Pungitopo deriva dall’uso antico che se ne faceva della pianta: venivano poste delle corone di rami secchi sotto agli alberi da frutto o intorno ai tavoli in cucina per allontanare i topi.

Il nome del genere Ruscus invece si pensa sia in riferimento al sapore amarognolo dei nuovi getti (turioni) utilizzati in cucina similmente agli Asparagi selvatici.
Il termine “brusco” infatti indica una persona aspra ma non sgradevole.

In tempi di magra i semi, contenuti all’interno delle bacche, sono stati utilizzati come succedanei del caffè, dopo opportuna torrefazione.

Il Pungitopo è una pianta che viene largamente utilizzata per le decorazioni nel periodo natalizio e viene regalato come segno di buon augurio.

 

 

ESTRATTI

TAGLIO TISANA E POLVERE

I rizomi, dopo essere stati raccolti, vengono puliti, tagliati e posti ad essiccare.
Dalla lavorazione dei rizomi secchi è possibile ottenere il taglio tisana per la preparazione di decotti e la polvere in genere utilizzata per la formulazione di capsule.

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TINTURA MADRE

Utilizzando i rizomi e le radici allo stato fresco, poste a macerare in alcol, con titolo alcolico a 65°C, si ottiene la Tintura Madre.

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Clima e Terreno:

Il Pungitopo è una pianta che si trova spontanea nei boschi dell’Europa centrale e meridionale.
In Italia è comune soprattutto nei boschi di Leccio (Quercus ilex L.) e di caducifoglie (alberi e arbusti che perdono le foglie durante la stagione invernale).
Essendo una pianta perenne, non ha particolari esigenze in termini di condizioni ambientali.
Il Pungitopo infatti non teme né il freddo né il caldo e presenta una buona adattabilità a qualsiasi tipo di terreno.

Impianto e Propagazione:

Proprio grazie alla sua buona adattabilità, il Pungitopo è una pianta che si presta bene alla coltivazione, anche domestica.
È possibile effettuare l’impianto utilizzando i semi contenuti nelle bacche, i quali vengono generalmente seminati in primavera; tuttavia questa, non è una tecnica molto diffusa poichè i semi di Pungitopo presentano una scarsa germinazione e non è possibile garantire una coltura omogenea e rese soddisfacenti.
La tecnica di propagazione più diffusa è, invece, la divisione in cespi.
Si consiglia di effettuare l’impianto in inverno, in modo da poter potare il Pungitopo in primavera, operazione che conferisce alla pianta robustezza e ne favorisce il suo sviluppo.
Il cespo viene in genere fatto radicare all’interno di vasi e poi, una volta che la pianta ha raggiunto dimensioni considerevoli, viene trapiantata in campo.

 

Raccolta:

La parte del Pungitopo che viene utilizzata per scopi erboristici, è il rizoma.
Questo viene raccolto in autunno o in primavera, in genere prima della comparsa dei nuovi getti (i cosiddetti turioni).
Se invece si intende utilizzare il Pungitopo per scopi ornamentali si recide il fusto compreso di bacca; mentre per scopi culinari vengono raccolti, in primavera, i nuovi getti che emergono dal terreno tra i rami degli anni precedenti.

SEMINA: Febbraio Marzo
TEMPO BALSAMICO: Settembre Ottobre

Parti utilizzate:

Rizoma e radici

Proprietà ed impiego:

I rizomi e le radici di Pungitopo presentano potenti proprietà vasotoniche, vasocostrittrici e vasoprotettive.
È stato dimostrato infatti come il Pungitopo sia un efficace rimedio fitoterapico in caso di emorroidi e varici, attraverso trattamento interno o per applicazione topica di preparati a base di Pungitopo.
Le proprietà vasotoniche sono principalmente attribuibili alle saponine steroliche e ai fenoli contenuti nel rizoma.
Le saponine esercitano la loro azione vasocostrittrice, andando ad agire sulla muscolatura liscia della parete venosa, alla quale conferisce maggiore tonicità e resistenza, favorendo in questo modo il ritorno venoso.
Sono presenti numerose osservazioni cliniche che dimostrano l’efficacia della pianta nel trattamento dell’insufficienza venosa come gambe pesanti, crampi muscolari, edemi, emorroidi e varici.
Sono stati messi in evidenza anche possibili effetti nel migliorare la sintomatologia legata alla sindrome premestruale.
Non ancora dimostrata da studi scientifici è l’azione diuretica che viene attribuita fin da tempi più antichi alla pianta del Pungitopo.
Nella vecchia Farmacopea la radice di Pungitopo (Rusco) viene inserita nella formulazione del cosiddetto “sciroppo delle cinque radici”, insieme alla radice di Asparago, Finocchio, Prezzemolo e Sedano. Questo era un medicamento che venne largamente utilizzato per aumentare la diuresi e di conseguenza abbassare la pressione ed inoltre veniva consigliato ai soggetti predisposti alla formazione di calcoli renali.

Il Pungitopo trova impiego anche nell’industria cosmetica, dove è possibile ritrovarlo all’interno di creme lenitive, protettive e disarrossanti.

DATI PIANTA

Nome Comune:Pungitopo
Nome Botanico:Ruscus aculeatus L.
Famiglia: Liliaceae
Origine: Regione mediterranea
Altri nomi:EN: Butcher’s broom
ES: Rusco
FR: Fragon
DE: Stechende Mäusedorn
ALTRI NOMI: Rusco

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