CARDO MARIANO

NOME BOTANICO:

Silybum marianum L.

SCHEDA TECNICA
COLTIVAZIONE
UTILIZZO PRATICO
Cardo mariano
DESCRIZIONE DELLA PIANTA

Pianta erbacea annuale o biennale, con fusto eretto, scanalato e pubescente.

Le foglie sono grandi, lucide, glabre, di colore verde brillante, con chiazze bianche lungo le nervature e con margine spinoso.

Le foglie inferiori sono più grandi e provviste di picciolo, mentre quelle superiori sono più piccole e sessili.

La radice è fittonante e di colore biancastro. I fiori sono di colore violaceo (esistono tipi a fiori bianchi o rossi, ma di minor valore commerciale), raccolti in capolini quasi sferici, all’apice di un lungo peduncolo e circondati da un involucro bratteale spinoso esternamente.

Il frutto è un achenio liscio, di colore nero brillante con macchie gialle e provvisto di pappo.
Il Cardo mariano ha un ciclo vegetativo autunno-estivo, fiorisce verso la fine della primavera, e raggiunge la maturazione dei frutti a fine estate.

Attenzione: da non confondere con un’altra specie della famiglia delle Asteraceae, il Cardo santo (Cnicus benedictus L.).

 

Storia e curiosità:

Il nome marianum è legato alla leggenda secondo la quale sulle foglie del Cardo sarebbero cadute gocce del latte della Madonna, mentre nascondeva il bambino Gesù, durante la fuga in Egitto.

Già in insediamenti preistorici è stata trovata traccia dell’uso del Cardo mariano, e forse i nostri antichi lo avevano imparato dagli animali.

Infatti tutt’oggi talpe, istrici e cinghiali ne mangiano le radici.

Intorno agli anni sessanta, fu isolato da Wagner, Horammer e Muster, il principio attivo che si trova nei frutti, la silimarina.

Da allora in poi gli studi si sono fatti più serrati riscuotendo un grandissimo interesse scientifico e, attraverso la sperimentazione in vivo e in vitro, si è confermata l’attività epatoprotettrice e antiepatotossica che antichi trattati ci avevano già anticipato.

 

ESTRATTI

TAGLIO TISANA

La raccolta avviene in settembre, quando i frutti hanno assunto un colore nero uniforme e i capolini risultano sufficientemente disidratati.

I frutti utilizzati per la formulazione di tisane, come tutte le parti coriacee di una pianta, vengono sottoposti a decozione al fine di permettere una più efficace estrazione. Consiste nel porre i frutti direttamente in acqua e portarli ad ebollizione, far bollire dai 3 ai 5 minuti e lasciare in infusione per circa 15-20 minuti.

Vai a ESSICCAZIONE

TINTURA MADRE

I frutti essiccati vengono lasciati a macerare per circa un mese in una soluzione idroalcolica a titolo alcolico di 65°. 

Vai a MACERAZIONE

Clima e terreno:

Il Cardo mariano si trova spesso allo stato spontaneo, principalmente negli ambienti meridionali. Difficilmente si trova ad altitudini superiori ai 700 m. preferisce terreni asciutti e in pieno sole.

 

Impianto e Propagazione:

Viene effettuata la semina diretta, in genere in primavera (nel mese di aprile).

Il seme presente una buona germinabilità alla temperatura di 22°C. temperature superiori od inferiori causerebbero l’arresto della germinazione. Sono sconsigliate elevate densità d’impianto al fine di evitare la produzione di capolini piccoli e quindi basse rese di frutti. La densità ottimale è di circa 5-7 piante/m².

 

Durata della coltura:

La durata della coltura è annuale.

 

Cure colturali:

Nel corso della coltura sono necessarie alcune sarchiature e irrigazioni, in relazione all’andamento della piovosità. Per favorire un rigoglioso sviluppo della pianta, si consiglia un buon apporto di azoto, da distribuire in parte alla semina ed in parte in copertura (circa 100-120 kg/ha).
Bisogna fare attenzione alla successione colturale, poiché il Cardo mariano tende a disseminare facilmente con il rischio di diventare infestante per la coltura successiva. È perciò opportuno effettuare, dopo il Cardo, colture come il frumento su cui possono essere utilizzati erbicidi.

 

Raccolta:

La raccolta avviene in settembre, quando i frutti hanno assunto un colore nero uniforme e i capolini risultano sufficientemente disidratati, permettendo un corretto funzionamento delle macchine mietitrebbiatrici.
Una buona coltura di Cardo mariano può fornire una resa in frutti di circa 1,5 t/ha.

SEMINA: Aprile
TEMPO BALSAMICO: Settembre

Parti utilizzate:

Frutti, foglie.

 

Proprietà ed impiego:

Ampiamente riconosciuta e dimostrata da studi clinici, è l'attività epatoprotettrice e antiepatotossica dei frutti (impropriamente chiamati semi) di Cardo mariano.

Tale attività è attribuibile al principio maggiormente attivo del fitocomplesso: la silimarina.
L'azione epatoprotettrice si esplica grazie alla capacità della silimarina di rigenerare la cellula epatica (epatocita), attraverso una stimolazione della sintesi proteica. Ciò determina una sostituzione accelerata delle cellule epatiche, contrastando in questo modo gli effetti epatolesivi di svariati agenti tossici, sia naturali che di sintesi. La silimarina agisce, inoltre, come "protettore di membrana", impedendo l'ingresso di sostanze tossiche, attraverso il blocco di siti recettoriali presenti sulla membrana dell'epatocita, ma non solo, impedisce anche alle cellule epatiche malate di intaccare quelle sane. L'effetto stabilizzante della membrana cellulare dell'epatocita, viene completato dalla capacità del fitocomplesso del Cardo mariano, di bloccare la formazione dei perossidi (radicali altamente reattivi derivanti dal metabolismo di alcuni lipidi), i quali risultano responsabili dell'innesco di processi infiammatori.

Tale azione antiperossidativa risulta essere addirittura superiore a quella della vitamina E.
E' da precisare che l'azione rigenerativa e protettiva esercitata dai frutti del Cardo mariano, risultano efficaci solo nel caso in cui le cellule del fegato non sono andate in contro a modifiche irreversibili.
L'azione epatoprotettiva marcata fa del Cardo mariano, un rimedio ideale nel trattamento di epatopatie di varia natura, dalle cure depurative di cambio stagione, alle epatiti di tipo virale.
Un'altra indicazione di utilizzo si ha nelle epatopatie da uso eccessivo di farmaci o da esposizione ad agenti tossici.
Unitamente a queste azioni, preparati a base di Cardo mariano, presentano anche proprietà amaro-toniche e coleretiche, contribuendo quindi a migliorare i processi digestivi.
In seguito a studi recenti, viene segnalato che la silimarina può contribuire a migliorare il controllo sulla glicemia.
Vengono utilizzate, anche se scarsamente, anche le foglie del Cardo mariano, che manifestano un'azione colagogo, di stimolazione gastrica e diuretica, per cui possono essere associate ai semi nelle preparazioni.

 

Per uso esterno, estratti di Cardo mariano, rientrano nella formulazione di creme contro l'invecchiamento, proprio per le proprietà antiossidanti della droga.
Preparati a base di Cardo mariano, possono essere utilizzati anche per favorire i processi di guarigione e nel trattamento di eritemi, dermatiti, bruciature e psoriasi.

DATI PIANTA

Nome Comune:Cardo mariano
Nome Botanico:Silybum marianum L.
Famiglia: Asteraceae
Origine: Europa, ’Asia sud occidentale e dell’Africa settentrionale
Altri nomi:EN: Milk-thistle
ES: Cardo lechero
FR: Chardon marie
DE: Mariendistel
CHIEDI ALL'ESPERTO