novembre 12, 2014

LE PIANTE D’AUTUNNO PER NON AMMALARSI

pioggia

Tutte le piante officinali che manifestano attività sul sistema immunitario, agiscono su più fronti, grazie all’ampio spettro d’azione del fitocomplesso, ossia l’insieme delle molecole attive presenti nella pianta.

Quindi secondo la Fitoterapia prevenire tutti quei classici disturbi dati con l’avvicinarsi della stagione invernale significa agire a più livelli. 

Partire con un buon ciclo di DEPURAZIONE è un ottimo modo per iniziare a prendersi cura del proprio corpo, aiutandolo a far funzionare meglio e con meno aggravio i cosiddetti organi emuntori, ossia quelli deputatati ai processi di detossificazione (fegato, intestino, reni, polmoni, pelle).

La depurazione è dunque il supporto di tutti gli interventi successivi, ed è inoltre stato messo in evidenza di come possa favorire anche la difesa da infezioni e da reazioni autoimmuni ed allergiche.

Alcuni esempi di piante considerate depurative per eccellenza sono: il Cardo Mariano (Silybum marianum L.), la Bardana (Arctium lappa L.), il Tarassaco (Tarassacum officinale (DC.) Weber.), l’Anice (Pimpinella anisum L.), ma non solo anche la Rosa canina (Rosa canina L.) e il Mirtillo (Vaccinium myrtillus L.), che oltre all’azione depurativa risultano particolarmente efficaci per il soggetti allergici e per contrastare i fenomeni ossidativi.

 

Si può intervenire poi con la cosiddetta IMMUNOMODULAZIONE, che significa andare ad agire sui sistemi di autoregolazione che possiede il sistema immunitario.

Risultati efficaci si possono ottenere utilizzando piante ad azione adattogena, in grado di aumentare le capacità naturali di adattamento dell’organismo a fattori di stress, incrementando quindi le capacità di difesa.

Alcuni esempi di queste piante possono essere l’ Eleuterococco (Eleutherococcus senticosus Maxim.) , il Ginseng (Panax ginseng C.A. Meyer), il Ginko (Ginko biloba L.) e l’ Astragalo (Astragalus membraceous) e il cosiddetto Ginseng Indiano o Whitania (Withania somnifera).

Queste hanno un’azione tonica, favoriscono l’attenzione, migliorano la circolazione cerebrale, ritardano l’invecchiamento ma soprattutto preparano l’organismo a reagire a fattori di stress che possono compromettere i normali sistemi di difesa immunitaria. Ricordiamo tra le piante ad azione immunomodulante anche l’Aglio (Allium sativum L.), più di uso alimentare, ma che ha dimostrato essere una buona prevenzione contro le malattie da raffreddamento e di avere attività antivirale.

 

Quando invece si parla di IMMUNOSTIMOLAZIONE si intende un’attività legata a sostanze che sono in grado di aumentare l’attività leucocitaria aspecifica e di innescare meccanismi più specifici come la distruzione di batteri o virus e la neutralizzazione di sostanze nocive.
Per una immunostimolazione di tipo aspecifico si può ricorrere all’Echinacea purpurea (radice).

Questa pianta è in grado di stimolare la fagocitosi e il numero di cellule NK (Natural Killer, la prima linea di difesa da virus e sostanze cancerogene) e di conseguenza, manifesta azione antivirale e antiallergica.

Egualmente l’Uncaria (Uncaria tomentosa) possiede azione immunostimolante e antivirale, così come l’Aloe, l’ Astragalo e la cosiddetta Echinacea d’India (Andrographis paniculata) che va a stimolare la fagocitosi e riduce la durata e la gravità dei sintomi influenzali.

Degne di nota sono tutte le piante essenziere i cui oli essenziali sono i fra i più efficaci antimicrobici presenti in natura.

Per questo tipo d’azione vengono impiegati principalmente l’ olio essenziale di Limone, di Timo, di Origano e di Santoreggia.
Particolare attenzione meritano anche le piante con azione antinfiammatoria come il Salice (Salix spp.), la China ( Cinchona spp.), il Sambuco (Sambucus nigra L.) e molte altre, che agiscono a livello centrale favorendo l’abbassamento della febbre in caso di infezione.

 

Spesso ci si sofferma solo su l’aspetto della immunostimolazione, cioè sul rafforzo delle difese immunitarie e la loro stimolazione, trascurando l’importanza dei trattamenti di depurazione e immunomodulazione. In realtà, per le persone in buona salute che non presentano deficit a livello immunitario, è proprio qui che bisogna intervenire fin da subito ed avere una maggiore attenzione e sensibilità all’aspetto della prevenzione. L’immunostimolazione acquista invece grandissima importanza nel caso di soggetti immunocompromessi (per esempio negli anziani, nei soggetti allergici, che si ammalano facilmente, che si trovano in stati depressivi, che presentano malattie autoimmuni, oppure in persone che stanno facendo terapie debilitanti come chemioterapie, antitumorali, ecc..) che hanno bisogno di stimolare e aumentare il sistema di difesa.

 

Concludendo quindi i prodotti fitoterapici, ad azione immunostimolante ed immunomodulante, presentano ottime caratteristiche per una efficace azione di prevenzione nei confronti delle cosiddette “malattie da raffreddamento”, ma non sono in grado di curare eventuali patologie in atto. In questi casi, è meglio agire con piante ad azione antinfiammatoria e che determinano un effetto positivo sul tessuto polmonare.

 

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