gennaio 5, 2016

IL NOCE: albero maestoso dalle mille proprietà

noce_2

 

Lo Juglans regia L., famiglia Juglandaceae, è un albero di portamento maestoso alto 10-25 m; originario dell’Oriente è coltivato nelle regioni temperate di tutto il mondo.

 

Pianta monoica, cioè a fiori unisessuali presenti sullo stesso individuo, ha foglie caduche, composte ed alterne. I fiori si sviluppano prima delle foglie, in aprile-maggio: i maschili in lunghi amenti penduli, i femminili riuniti a 2 o 3 in cima ai rami.

Il frutto è una drupa, avvolto dal pericarpo, un involucro esterno carnoso (mallo), prima verde poi nero, che racchiude completamente il frutto secco e legnoso contenente il seme, detto gheriglio.

 

Il nome del genere deriva dal latino Jovis = Giove, e Glans = ghianda, ghianda di Giove.

Gli antichi infatti ritenevano la Noce un alimento divino, simbolo di abbondanza e fertilità.

 

 La somiglianza del gheriglio con il cervello umano portò, in base alla teoria delle signature, alla convinzione che potesse curare le infermità mentali.

 

Le foglie contengono: olio etereo in tracce, naftochinoni (juglone, α e β idrojuglone e lawsone), tannini (circa il 10%), minerali, vitamina C e tracce di caroteni.

Lo juglone è un composto instabile, che polimerizza in derivati nerastri. Presenta attività allelopatiche; probabilmente le prime descritte (Plinio il vecchio), nonché proprietà antifungine, antivirali e molluscicide.

L’odore della droga è aromatico, il sapore aspro ed astringente. Il mallo rappresenta la fonte maggiore di juglone (circa lo 0,15%), presente insieme a tannini e vitamine, A e del gruppo B; la vitamica C è ben presente nel mallo acerbo, ma poi diminuisce.

 

Il seme, o gheriglio, ben nutriente, presenta proteine, vitamine ed oli trigliceridi (0,3%).

Dal gheriglio del seme per spremitura si ricava un olio di color giallo-bruno che ha il difetto di irrancidire facilmente e questo fatto ne ha in pratica limitato le possibilità d’impiego. Teoricamente sarebbe l’olio cosmetico ideale, in quanto ricco di acidi insaturi essenziali. Indicato per pelli secche e danneggiate.

Utilizzato anche in cucina è ricercato dagli chef.

Secondo de Surel, l’olio di Noce preso al pasto serale, nella dose di almeno 60 grammi in un’insalata di patate, sarebbe un efficace tenifugo.

 

 

SONY DSC

Il mallo di Noce era impiegato anticamente per tingere la lana e le stoffe nonché i capelli.

Viene utilizzato oggi dalla cosmesi industriale sotto forma di estratti oleosi e glicolici.

 

L’olio di mallo di Noce è impiegato per proteggere e abbronzare la pelle e rientra nella formulazione di prodotti solari.

Pur non essendo di per sé un filtro selettivo, lo juglone, grazie alle sua struttura naftochinonica, produce per reazione con la cheratina cutanea un complesso sclero-juglonico che, mentre pigmenta in bruno l’epidermide, svolge una buona azione schermante, favorendo il richiamo melanico. Ne deriva una abbronzatura accentuata in quanto si sovrappongono sclerojuglone e melanina (Proserpio G. at al.).

 

Coi frutti acerbi macerati nell’alcool raccolti il 24 giugno, la notte di S. Giovanni, meglio conosciuta come “notte delle streghe”, si prepara il nocino, un ottimo liquore aromatico e digestivo.

 

Il gemmoderivato (Macerato Glicerico M.G. 1DH) possiede particolare tropismo per la cute, le mucose, il pancreas, l’intestino, e le ghiandole linfatiche.

 

Per uso esterno le foglie sono adoperate, oltre che per le proprietà astringenti anche per quelle antinfiammatorie, antibatteriche, fungicide, nell’eccessiva traspirazione (iperidrosi) e nelle infiammazioni della cavità orale.

 

Decotto concentrato ad uso esterno consigliato da Jean Valnet:

“2 manciate di foglie o di mallo per 2 l d’acqua; bollire per 15 min.

Usare: per irrigazioni vaginali (leucorree, ulcerazioni della cervice uterina); per lavande (diarree, dissenteria); per gargarismi (angine); per bagni (geloni, rossori alle mani); per lavaggi e compresse negli eczemi, impetigine, ulcere alle gambe; per pediluvi: iperidrosi; per sciacquature, per il mantenimento della capigliatura, che rende soffice e la scurisce leggermente.” (Jean Valnet)

 

 

Normativa:

La Noce è compresa nella tabella B delle piante ammesse nelle formulazioni degli integratori alimentari a base di estratti vegetali e con le seguenti indicazioni fisiologiche:

 

noce_13

Pericarpo, Seme: Funzione digestiva. Funzioni depurative dell’organismo. Regolarità del transito intestinale. Funzionalità del sistema digerente. Integrità e funzionalità delle membrane cellulari. Regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare.

 

Foglia: Azione astringente.

 

 

Alcuni studiosi hanno anche segnalato proprietà ipoglicemizzanti, utili nel trattamento coadiuvante del diabete.

 

Il Noce non presenta particolari effetti collaterali alle dosi terapeutiche, a meno che non ci sia un’accertata ipersensibilità verso uno o più componenti della droga. I tannini presenti nella droga Noce possono causare interazioni farmaceutiche ed irritazioni della mucosa gastrica.

In Floriterapia l’albero di Noce, in inglese Walnut, occupa un posto di rilievo fra le trentotto essenze di fiori di Bach.

Bach dice a proposito di Walnut: “Per quelli che hanno ideali e ambizioni ben definite nella vita e li soddisfano, ma in rare occasioni sono tentati di deviare dalle loro proprie idee e obiettivi, spinti dall’entusiasmo, le convinzioni o le forti opinioni degli altri. Il rimedio assicura costanza e protezione dalle influenze esterne.”

Parola chiave: Protegge da influenze esterne ed aiuta nei momenti di grande cambiamento.

 

Per una capigliatura scura

Ingredienti: 20 g foglie di Henné naturale in polvere, 30 g mallo di Noce polverizzato, 50 g foglie di Indaco in polvere. Impastare la miscela con acqua calda e porla sulla capigliatura per un’ora per ottenere un bruno chiaro e lasciandola per più tempo per un bruno carico.

Risciacquare bene i capelli con acqua tiepida.

 

                                                                                               GIULIA CALDARELLI 

 

Articoli che potrebbero interessarti:

Acidi grassi polinsaturi: dove si trovano e a cosa servono

Oleoliti: il potere delle erbe in olio

La raccolta delle erbe officinali spontanee

Crema Bodwig per la colazione secondo il metodo Kousmine

Capelli sani con le piante officinali

Olio rinforzante per capelli

Spirulina: un’alga per abbronzarsi senza rischi