ottobre 8, 2014

CHICLE: LA GOMMA DEI MAYA

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Chi ha inventato il chewing gum?

Semplice gli americani!
Ma è proprio vero? Pare proprio di no.
Qualche anno fa in Finlandia, durante uno scavo archeologico è stato rinvenuto un pezzo di gomma risalente a circa 5000 anni fa che riportava il calco di impronte dentarie fossilizzate.

Questo rappresenta il primo esempio di gomma da masticare.
La gomma veniva estratta dalla Betulla e si otteneva una specie di catrame molto duro che per poter essere masticato doveva essere riscaldato.
Il suo utilizzo era essenzialmente come colla ma poteva essere anche masticata.

Data la sua ricchezza di composti antisettici poteva avere anche un effetto disinfettante per il cavo orale.

 

Un vero e proprio utilizzo ben documentato però si ha solo per i popoli precolombiani. Si conosce infatti che la resina (chicle) estratta dagli alberi di Zapote era utilizzata per questo scopo.
Lo Zapote o Sapodilla (Manilkara chicle) è un sempreverde ad accrescimento molto lento che può raggiungere altezze notevoli, fino a quasi trenta metri.
Il frutto ha una forma ovoidale e il suo gusto ricorda quello della pera.

Interessante è anche la sua fecondazione che avviene ad opera di alcuni pipistrelli che succhiano il nettare prodotto dai suoi fiori.
I pipistrelli poi sono anche ghiotti dei frutti e per questo motivo possono far cadere i semi lontano dagli alberi che li hanno generati contribuendo alla loro propagazione.

 

Ma come si ricava la gomma da masticare Maya?

L’aroma della resina è molto fruttato e molto piacevole.

I Maya portavano sempre una pallina di chicle nella bisaccia, da cui staccavano ogni tanto un piccolo pezzetto.
I Maya, ma anche gli Aztechi, facevano bollire la resina (chicle) e una volta resa fluida la facevano raffreddare in strati sottili che poi venivano tagliati in pezzi piccoli, di dimensioni analoghe alle nostre gomme da masticare. Avevano inventato il primo chewing gum!
Nel 1866 un uomo d’affari statunitense, Thomas Adams provò a mescolare lo zucchero con il chicle e ottenne la prima gomma da masticare “moderna”.

Il nome commerciale del prodotto era Chiclets, nome di chiara origine Maya.

 

Ben presto la gomma dello Zapote fu abbandonata a vantaggio di prodotti di origine sintetica.

 

Infatti produrre chicle è un processo laborioso. Il chiclero, operaio addetto alla raccolta della resina deve raccogliere la linfa a mano, da singoli alberi, salendo fino alla loro sommità ed effettuare tagli a zig-zag lungo l’albero.

Da questi tagli fuoriesce la linfa che viene raccolta in contenitori. Questa linfa deve poi essere filtrata e lavorata.

 

Di qui il passaggio ai derivati del petrolio che costano decisamente meno ma che sono sicuramente meno naturali e potenzialmente pericolosi, dato che spesso sono associati all’uso di dolcificanti quali l’aspartame o l’acesulfame K o a coloranti di sintesi ritenuti potenzialmente tossici per la salute umana.
Da ricordare che i frutti e le foglie dello Zapote sono utilizzate nella medicina tradizionale per il trattamento di diarrea, tosse e raffreddore.

 

Il legno presenta un colore rosso intenso, ed è forte e duraturo; è stato utilizzato per travi e architravi nei templi Maya, che consentono di far rimanere intatte queste strutture tra le rovine degli edifici Maya.
Oggi, il legname è usato per traversine ferroviarie, pavimentazioni, manici di utensili e mobili.

 

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