La guida pratica alle erbe officinali
Federazione Italiana Produttori Piante Officinali
In Herba - La guida pratica alle erbe officinali
2 settembre 2014
Scritto da Redazione, 30 novembre 2012
Coltivazione Melograno

Clima e Terreno:

Il melograno preferisce terreni profondi e freschi, ma si adatta bene anche nei terreni poveri, salini e alcalini.

Non sopporta i terreni troppo argillosi e pesanti, perché soggetti al ristagno idrico e all'asfissia radicale.

Predilige climi temperato-caldi e anche a quelli subtropicali, ed è proprio in questi ambienti dove produce e si sviluppa abbondantemente.

Resiste bene ai freddi invernali anche di qualche grado sotto lo zero, ma subisce danni rilevanti a temperature inferiori, tra -10 °C e -15 °C.

Impianto e Propagazione:

La propagazione di questa pianta può avvenire per seme oppure per talea.

Nel primo caso si utilizzano i semi estratti durante la stagione autunnale dal frutto e si lasciano asciugare.

In primavera poi si procede con la semina ad una temperatura tra i 16°C e i 20°C in semenzai composti da sabbia e torba.

È una tecnica poco usata in quanto spesso le piantine che si ottengono non presentano le caratteristiche desiderate, tipiche della pianta da cui è stato prelevato il seme.

La propagazione per talea invece si effettua nel periodo tra giugno e luglio utilizzando rami di uno o due anni.

Le talee scelte vengono piantate in contenitori controllati. Successivamente vengono bagnate e poste in un luogo riparato e luminoso.

Nel primo anno non si effettuano interventi agronomici si somministra solo, se necessario, del concime.

Durante il secondo anno si procede al trapianto delle piantine in vasi singoli controllando la lunghezza delle radici.

Quest’ultima tecnica di propagazione riesce a vegetare anche su terreni talvolta secchi.

La tecnica agronomica che più di altre influenza la produttività e la qualità del prodotto, e per la quale sono state introdotte alcune innovazioni nella gestione, è rappresentata dall’irrigazione.

Il melograno infatti pur essendo una specie rustica e in grado di sopportare lunghi periodi di siccità, si avvantaggia di una costante disponibilità idrica del terreno.

Questa infatti aumenta le rese dell’impianto e riduce l’incidenza del fenomeno di spaccatura dei frutti.

Durata della coltura:

Questa pianta può vivere molti anni, in Europa vi sono esemplari molto vecchi (100 anni), ma si può dire che la produzione ottimale in frutto è raggiunta dal quinto anno di età e va diminuendo dopo il quindicesimo anno di produttività.

 

Cure colturali:

Al fine di garantire un gusto ottimale della polpa interna, inizialmente la pianta è tenuta in una condizione di siccità, successivamente nel momento in cui inizia la produzione del frutto necessita d’ essere irrigata abbondantemente.

Durante il ciclo colturale bisogna dare molta importanza alla fase di potatura della pianta, poiché permette la formazione di nuovi germogli sui quali si formeranno i fiori e poi i frutti.

Per i primi anni si consiglia di effettuare potature utili a creare una struttura della pianta ottimale alla produzione degli anni successivi.

Circa dopo il terzo anno con la potatura vengono rimossi solo i rami secchi senza apportare grosse modifiche alla struttura della pianta.

La pianta del melograno ed il suo frutto non sono soggetti a particolari parassiti e a particolari malattie.

La fase di fioritura è quella però in cui la pianta è maggiormente esposta ad attacchi di soprattutto di  mosca bianca, ragnetto rosso e afidi.

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