settembre 26, 2014

AGLIO: DALLA TAVOLA ALLA PREVENZIONE DELL’ARTERIOSCLEROSI

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L’Aglio (Allium sativum L.) è una specie appartenente alla famiglia delle Alliaceae (ex Liliaceae).
È un erba perenne che presenta un tipico bulbo solitario, globoso e costituito da un certo numero di bulbilli, i cosiddetti “spicchi”.
Originario dell’Asia Centrale e del Caucaso, da qui si è poi diffuso, in tempi molto antichi, sia verso il Mediterraneo che verso l’India e la Cina ed a oggi coltivato in gran parte del mondo.

 

Condimento caratteristico ed immancabile nella dieta mediterranea, l’Aglio è anche considerato un importante rimedio medicinale.
A conferma di ciò, la sua millenaria tradizione che lo vede impiegato principalmente come vermifugo (contrasta i vermi intestinali) ed antisettico.

 

L’Aglio come farmaco ha origini molto antiche: viene citato in alcune tavolette cuneiformi sumere, nella Bibbia ed inserito come ingrediente in 22 preparazioni descritte nel Papiro di Ebers (XVI sec a. C), il più antico documento di Medicina Tradizionale Mediterranea pervenutoci.
Rimane di grande importanza fino a tutto il Seicento, tant’è che viene utilizzato anche contro la peste.
Il suo utilizzo come medicinale viene poi via via dimenticato, fino alla sua rivalutazione alla fine dell’800, quando vengono messe in evidenza le sue proprietà antibatteriche e, prima della scoperta degli antibiotici, viene ampiamente utilizzato contro la tubercolosi e nel trattamento delle ferite belliche durante la I Guerra Mondiale.
Nonostante le sue riconosciute proprietà medicamentose non viene citato all’interno della Farmacopea Italiana, pur essendo invece presente in quelle di numerosi altri paesi come Austria, Danimarca, Francia, Spagna, Portogallo, Messico e Stati Uniti.

 

Le proprietà medicamentose dell’Aglio sono legate alla presenza nei bulbilli di un amminoacido solforato inattivo ed inodore, l’allina.
Questa molecola si attiva nel momento in cui, in seguito frantumazione dello spicchio, si libera un enzima, l’allinasi che, venendo in contatto con l’allina, la trasforma in allicina il principale principio attivo della pianta.
La metabolizzazione dell’allicina porta alla formazione di composti solforati, responsabili della ben nota alitosi, unico effetto collaterale serio dell’aglio.

 

Nonostante le proprietà terapeutiche risultino piuttosto deboli, la droga ha comunque acquisito un importante interesse nel campo medico e fitoterapico, in particolare da quanto sono stati evidenziati i fattori di rischio dell’arteriosclerosi (indurimento tissutale della parete arteriosa).
Oltre a fattori genetici, sui quali purtroppo non è possibile intervenire, vi sono anche i fattori legati allo stile di vita come il fumo, la sedentarietà ed il sovrappeso; grande importanza rivestono anche i disturbi metabolici come l’ipertensione, l’iperglicemia, lo stress ossidativo ed il livello di aggregazione delle piastrine.
Ed è proprio su questi fattori che l’Aglio esercita i suoi effetti: studi scientifici hanno dimostrato la capacità dell’Aglio di ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e di abbassare la pressione (in misura modesta); inoltre sono state osservati effetti positivi sulla circolazione andando ad inibire l’aggregazione piastrinica e la formazione di trombi, nonchè proprietà antiossidanti.

 

Perciò, anche se gli effetti della droga non sono in grado di dare risultati clinicamente significativi nel trattamento dell’arteriosclerosi, di sicuro un suo utilizzo abituale, sia come condimento in cucina, sia assunto sottoforma di estratto, ne fanno un promettente strumento di prevenzione, di fondamentale importanza soprattutto nei soggetti più a rischio.

 

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